Partenza Percorsi 10 DAL RIFUGIO DE GASPERI AL CADIN DI DENTRO attraverso la forca dell'Alpino - Sappada
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Sentiero turistico

10 DAL RIFUGIO DE GASPERI AL CADIN DI DENTRO attraverso la forca dell'Alpino - Sappada

Sentiero turistico · Carnia
Responsabile del contenuto
C.A.I. Sappada Plodn Partner verificato  Explorers Choice 
  • L'aereo intaglio della Forca dell'Alpino. A destra il Creton di Clap Grande, a sinistra il Creton di Culzei
    / L'aereo intaglio della Forca dell'Alpino. A destra il Creton di Clap Grande, a sinistra il Creton di Culzei
    Foto: © Davide Borella, © Davide Borella
  • / Rifugio Fratelli De Gasperi (Val Pesarina, Foto A. Cella)
    Foto: © A.Cella, http://caitolmezzo.it
  • / Vista dalla Forca dell'Alpino verso Sappada
    Foto: © Piller Hoffer Manuel, © Piller Hoffer Manuel
  • / Scendendo verso il Cadin di Dentro
    Foto: © Piller Hoffer Manuel, © Piller Hoffer Manuel
2.0 1.8 1.6 1.4 1.2 1.0 0.8 0.6 0.4 0.2 km

La forca dell'Alpino (m 2302) è un altissimo ed aereo intaglio inciso tra il primo spallone del Creton di Culzei a est e la cosiddetta Pannocchia del Creton di Clap Grande a ovest. Mette in comunicazione il rifugio De Gasperi e il vallone di Clap Grande con il caratteristico, appartato Cadin di Dentro ove si trova il bivacco Damiana.
difficile
2 km
2:15 h.
586 m
347 m

È una proposta dal sapore quasi alpinistico, sia perché ci si trova in vicinanza delle vette, sia perché i passaggi di un certo impegno non mancano (tratti rocciosi verticali attrezzati, possibilità di presenza di neve dura nel canalone che scende nel Cadin di Dentro). Percorso da non sottovalutare quindi, riservato a chi possiede un buon grado di allenamento, esperienza di montagna, confidenza con passaggi di un certo tipo. Ambiente stupendo. Proposta da non perdere! Consigliabile il set da ferrata e casco in un tratto relativamente lungo sotto la Forca in versante sud, dove il percorso originario, divenuto inagibile per la caduta di massi, è stato modificato mediante la realizzazione di una variante attrezzata.

Autore: © Giovanni Borella

C.A.I. Sappada/Plodn

Interreg V Italia-Austria - CLLD Dolomiti Live.Progetto “Montagna sicura – montagna avventura”ITAT 4019 CUP B43J16000270004

outdooractive.com User
Autore
Giovanni Borella
Ultimo aggiornamento: 16.06.2020

Difficoltà
difficile
Tecnica
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Punto più alto
2327 m
Punto più basso
1741 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Indicazioni sulla sicurezza

Difficoltà: EE/EEA

Ore dal rifugio : salita 2,15-2,45  

SEGNAVIA: 232

SCALA DELLE DIFFICOLTÀ

Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie

T (turistico) indica  itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento

E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento

EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.

EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti. 

A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)

Ulteriori informazioni e link

AVVERTENZE

  • Le informazioni sotto riportate non possono essere considerate sostitutive della presenza di una guida alpina professionista
  • La montagna è un ambiente meraviglioso ma non esente da rischi, va quindi avvicinato sempre con la massima prudenza
  • Nelle Avvertenze delle Guide dei Monti d’Italia C.A.I./T.C.I. si legge che la classificazione delle difficoltà “rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale”, trattandosi di un elemento soggettivo. Questo vale anche per gli itinerari proposti nel sito
  • La classificazione delle difficoltà e i tempi di percorrenza vanno riferiti ad un escursionista/alpinista di livello medio riguardo ad allenamento, esperienza, abilità, allenamento 
  • Nell’intraprendere un determinato percorso si valutino bene le difficoltà, le proprie capacità e il proprio grado di allenamento
  • Prima di affrontare un itinerario (che non sia una passeggiata di breve durata) è buona norma: 1) consultare il Dolomiti Meteo dell'Arpav, collegandosi al sito http://www.arpa.veneto.it o chiamando il numero 049 8239399 (Opzione 2). Il bollettino, a differenza dei bollettini meteo nazionali, offre una previsione locale piuttosto affidabile. 2) assumere informazioni presso l’Ufficio Turistico, la locale sezione del C.A.I., le guide alpine, i gestori dei rifugi. Infatti lo stato di percorribilità di un itinerario e il suo livello di difficoltà possono andare incontro a significative variazioni anche in uno spazio di tempo assai limitato a causa di eventi naturali (frane, condizioni meteo sfavorevoli) e/o di situazioni contingenti (deterioramento dei segnavia, delle attrezzature fisse, presenza di nevai residui, ecc.)
  • Il cellulare può offrire un’erronea sensazione di sicurezza, perché si deve tener presente che vi sono zone prive di copertura telefonica
  • Nel malaugurato caso di incidente, malore, impossibilità a proseguire, contattare solo e esclusivamente il SUEM 118

Partenza

Rifugio De Gasperi (1740 m)
Coordinate:
Geografico
46.520436, 12.675908
UTM
33T 321737 5154498

Arrivo

Cadin di Dentro

Direzioni da seguire

Dalla cappellina dietro il rifugio De Gasperi (raggiungibile da Sappada attraverso il passo Elbel con gli itinerari n. 3 + 5 in ore 3.45-4.00) si prende un sentiero che, dopo aver attraversato un piccolo bosco, s'inoltra a nord nel gran vallone di Clap Grande risalendolo con strette serpentine (attenzione: possibilità di tratti franati) fino sotto le rocce basali del Creton di Clap Grande. Lasciata a sinistra la traccia che sale alla forca omonima, si prosegue su terreno detritico-erboso mirando al canale diretto alla forca dell'Alpino che va rinserrandosi a guisa di strettissimo imbuto. Lo si rimonta solo fin dove un grosso macigno precipitato negli ultimi anni ha ostruito il passaggio. Qui bisogna salire a sinistra per un tratto abbastanza lungo seguendo le attrezzature metalliche posizionate sull'adiacente parete verticale della vicina Pannocchia. Indi per un pendio di ghiaie e detriti si tocca l'aerea forcella. Di qui si scende ripidamente e rapidamente lungo un canalone (innevato sino a stagione inoltrata) fino ad un saltino roccioso (maniglie e gradini), poi seguendo una traccia che incide l'enorme ghiaione si perviene in breve nel Cadin di Dentro a breve distanza dal bivacco Damiana.

Ritorno

Per il rientro a Sappada si utilizzano gli itinerari 11 o 12 (entrambi in senso inverso). Per gli escursionisti molto ben allenati ed esperti c'è l'alternativa dell'itinerario 13.

Autore: © Giovanni Borella

 

Nota


Vedi tutte le segnalazioni sulle aree protette

Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

Titoli consigliati

© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.

Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.

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Difficoltà
difficile
Lunghezza
2 km
Durata
2:15h.
Dislivello
586 m
Discesa
347 m

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