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Zuglio, Pieve di San Pietro - Fielis

Rennrad · Gemona del Friuli
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VisitGemona 
  • Palude Vuarbis - Cavazzo Carnico
    / Palude Vuarbis - Cavazzo Carnico
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Monumento ai caduti - Cavazzo Carnico
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / La frazione di Fielis - Zuglio
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  • / Chiesa di San Pietro - Zuglio
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m 800 600 400 200 70 60 50 40 30 20 10 km
Una bella gita alla scoperta di Fielis, un piccolo paesino sopra Zuglio. Immancabile una visita alla Pieve di San Pietro, la graziosa chiesa che domina tutta la vallata.
mittel
Strecke 73,5 km
3:50 h
839 hm
835 hm
Il giro si svolge fra ciclabili e strade secondarie poco trafficate, in particolare la stradina dietro il monte San Simeone regala emozioni uniche. La strada non presenta grosse difficoltà fino ai piedi della salita che porta a Fielis, infatti il dislivello è poco più di 4 km con una pendenza del 12%. Il ritorno avviene in parte per la stessa strada, ma esistono molti altri percorsi che incrociano che questo tragitto.
Schwierigkeit
mittel
Kondition
Erlebnis
Landschaft
Höchster Punkt
827 m
Tiefster Punkt
194 m
Beste Jahreszeit
Jan
Feb
Mär
Apr
Mai
Jun
Jul
Aug
Sep
Okt
Nov
Dez

Weitere Infos und Links

Gemona del Friuli

Solamente attraversando l'abitato gemonese lungo l’arteria principale del centro storico, quanto vi accompagna soddisfa l’occhio e immerge nell’atmosfera cittadina: accolti da Porta Udine, con il Leone di San Marco a ricordare la dominazione veneziana, subito noterete il terrapieno del Duomo, su cui si innalza la chiesa romanico-gotica orgoglio della città. Subito di fronte al duomo sorge palazzo Gurisatti, sede della Cineteca del Friuli che ospita anche l’emeroteca. Proseguendo lungo la suggestiva via Bini si incontra casa D’Aronco, che diede i natali al celebre architetto; palazzo Elti, sede del museo Civico che conserva le opere d’arte recuperate dalle chiese di Beata Vergine delle Grazie e di San Giovanni, rase al suolo dal sisma; e infine il cinquecentesco Palazzo Boton, sede del Municipio.

Lungo vari tratti della via è visibile pure la mole del Castello, ai cui giardini è gradevole salire tramite una scalinata deviando dal percorso, come è interessante visitare tutte le molteplici attrattive della città: dal Santuario di Sant’Antonio da Padova, che ospita ai piani inferiori anche il museo Renato Raffaelli, al museo della Pieve, che conserva il Tesoro del duomo e il registro battesimale più antico del mondo, risalente al 1379; dalla mostra fotografica permanente sul terremoto nel porticato di via Bini fino alla chiesa della Madonna delle Grazie, ricostruita a rudere.

Glemona, Osopo e Artemia vengono ricordate da Paolo Diacono in un famoso passo della “Historia Langobardorum” tra le città fortificate in cui si rifugiarono i Longobardi durante l’invasione degli Avari.

Fornace di Ospedaletto

La Fornace Copetti ai piedi del monte Cjamparis era una fornace di calce costruita all’inizio degli anni ’50 grazie allo sviluppo dell’attività edilizia del dopoguerra e rimase in funzione fino alla metà degli anni ’60.

Ospedaletto

La frazione di Ospedaletto è la parte più a nord di Gemona e l’ultima a chiusura del confine comunale prima di Venzone. Qui  sono affiorati tratti della via Julia Augusta e altri tracciati romani inferiori, il duecentesco Ospitale di Santa Maria dei Colli (poi di Santo Spirito) e la trecentesca chiesetta di Ognissanti, dove il terremoto ha messo in luce i due strati di affreschi, risalenti tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Tra il 1106 e il 1203 venne costruita la rosta per la presa della Roggia a nord dell'odierno abitato di Ospedaletto. La costruzione di questa rosta costrinse il fiume Tagliamento a deviare il suo corso verso il monte Brancot, dando così origine all’attuale campagna di Gemona (le attuali dighe risalgono al periodo 1831-50). A Ospedaletto c’è il Mulino Cocconi, sede dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese che ospita un centro didattico-ambientale articolato in tre sezioni: il laboratorio didattico, il centro di documentazione sulle acque del Gemonese e il Museo dell’arte molitoria. Ad Ospedaletto sorge infine il cinquecentesco Palazzo Brollo.

Venzone

La tranquilla cittadella di Venzone, protetta da alte mura di cinta, racchiude al suo interno vari capolavori di arte e architettura: la Piazza del Municipio su cui si affaccia Palazzo Radiussi con l’elegante fontana centrale, il gotico Palazzo Comunale, numerosi palazzi nobiliari e il risorto duomo romanico-gotico di Sant’Andrea al cui fianco sorge la cappella di San Michele che custodisce le famose mummie. Si dice che la particolare natura di queste ultime impressionò anche Napoleone, a tal punto che chiese di persona che una fosse portata a Parigi per essere analizzata e studiata. Il centro è noto per essere uno dei più straordinari esempi di restauro in campo architettonico e artistico in risposta ai terremoti del 1976, e, anche grazie a questa efficiente ricostruzione, nel 2017 la città è stata eletta Borgo dei Borghi. Altri blasoni di cui Venzone può fregiarsi sono la nomina a Villaggio ideale d’Italia nel 1991 e, prima del sisma, quella a monumento nazionale nel 1965. Allo scopo di ricordare il catastrofico evento, Palazzo Orgnani ospita il cento di documentazione permanente “Tiere Motus”. Infine si segnala, al di fuori delle mura, la chiesetta dei SS. Giacomo e Anna risalente al XII-XIII secolo.

Pioverno e il ponte sul Tagliamento

Il ponte che dalla fine degli anni Sessanta collega le due sponde del fiume Tagliamento, prima attraversabile grazie alla caratteristica “passerella di Pioverno” distrutta dall’alluvione del 1966, è diventato il simbolo di questa frazione del comune di Venzone. Nei primi mesi del 1968 inizia la costruzione del nuovo ponte, realizzato in cemento armato e costituito da 13 campate per una lunghezza complessiva di 273 m e una larghezza carrabile di 1,90. Gli scorci dal ponte sono suggestivi e una visita al paesello è consigliata.

Palude Vuarbis

La Palude Vuarbis nel comune di Cavazzo Carnico è un ambito di notevole interesse naturalistico per la flora, l’ittiofauna e l’avifauna selvatiche. Alcuni studi ritengono che qui sorgesse il villaggio di Worvas, una piccola borgata scomparsa, nominata in alcuni documenti del 1200. La visita alla palude è agevolata da un sentiero didattico.

Cavazzo Carnico

Cavazzo Carnico è un vasto comune della conca tolmezzina, bagnato dall’omonimo lago che tocca anche i comuni limitrofi di Trasaghis e Bordano. Era attraversato dalla strada romana che portava da Gemona a Julium Carnicum e ai passi alpini. La conca di Cavazzo e il lago sono dominati dall’antica Pieve di Cesclans, costruita sullo sperone dove sorgeva il “Castrum Cabatium” che dette il nome all’abitato e al lago. Non mancano gli indizi di un’attività preromana presso la “Grotta dei Pagani”, nei resti preistorici delle casupole in località Falchiar e nel ritrovamento in località Faeit di un’ascia bronzea; sono anche venute alla luce sepolture nei lavori di costruzione della torre civica (monumento ai caduti). L’alta rupe pare sia servita da anello alla catena di vedette militari romane che andava da Osoppo ai passi alpini, come testimoniano i reperti romani trovati qui.

Tolmezzo

Tolmezzo è un vasto comune della Carnia le cui origini risalgono all’epoca del patriarca Gregorio di Montelongo, che nel 1258 concesse il permesso di fabbricare sopra quelle terre e costituì il mercato di “Tumez”. Costituita a comune nel 1278 dal patriarca Raimondo della Torre, e dopo essere stata fortificata diverse volte, nel 1356 il patriarca Nicola di Lussemburgo la dichiarò capitale della Carnia. Nel 1420 Tolmezzo e la Carnia passarono sotto Venezia conservando i loro privilegi. Per merito dell’imprenditore Jacopo Linussio, Tolmezzo assunse anche un’importanza industriale: nel 1725 questi impiantò un grande stabilimento tessile portato poi avanti dai successori che diede lavoro a moltissime persone e produsse pregevoli tessiture. Dopo la caduta di Venezia, anche Tolmezzo ebbe le due fasi di governo napoleonico. Nel 1815 ai francesi subentrarono gli austriaci. Nel 1866 venne ricongiunta all’Italia come tutto il Friuli Occidentale. Tolmezzo annovera tra i cittadini illustri, oltre al già citato Linussio, l’archeologo Giuseppe Marchi e lo storico Pio Paschini. Oggi Tolmezzo sia commercialmente (bestiame, prodotti agricoli, legnami) che industrialmente (cartiera, aziende alimentari e del legno) è il principale centro economico della Carnia.

Zuglio

Fondata pochi decenni prima di Cristo lungo la riva destra del torrente Bût, Zuglio (il cui nome in origine era Iulium Carnicum) è un antico centro romano nato intorno al 50 a.C. durante il proconsolato di Giulio Cesare in prossimità della cosiddetta Via Iulia Augusta, ed è oggi il principale centro archeologico della Carnia. Molti reperti preromani, romani e altomedioevali sono esposti nel Civico Museo Archeologico “Iulium Carnicum” situato nel Palazzo Tommasi Leschiutta. Fu sede episcopale dal IV all’VIII secolo. La diocesi, suffraganea di Aquileia, estendeva la sua giurisdizione alla Carnia e al Cadore. Assunse un rilievo sempre maggiore per la sua posizione strategica in quanto permetteva di controllare il tratto della Via Iulia Augusta che conduceva alle regioni del Norico attraverso il passo di Monte Croce Carnico. Le campagne di scavo hanno individuato i resti di un grande edificio da identificarsi forse con la curia, una parte del complesso termale, un edificio templare, numerose tracce di edifici privati e due basiliche paleocristiane i cui resti non sono visibili. La Pieve di San Pietro, risalente al XIV secolo e costruita sulla precedente basilica menzionata per la prima volta nell’808, è la più antica delle storiche pievi carniche. Situata su un colle che domina il paese, diventò col tempo chiesa matrice delle altre undici presenti in Carnia e questa condizione di sottomissione è ricordata ogni anno in occasione dell'Ascensione con il suggestivo rito del “Bacio delle Croci”.

Amaro

Amaro è il primo comune della Carnia e si trova sulle pendici del monte Amariana. Le prime testimonianze storiche risalgono all’età del bronzo, come dimostrano i reperti ritrovati nella zona. Il popolo dei Carni qui aveva un insediamento e nel 33 a.C. furono sottomessi dai Romani. Dei reperti ritrovati nel 1886 in località Braida attestano che esisteva una borgata fin dal I sec. d.C. con la funzione di custodire ponti e barche. Poco lontano dove vennero ritrovati oggetti in bronzo e ferro, ceramiche e monete dell’epoca di Vespasiano, Tito e Domiziano. Nel 1077 la zona divenne feudo del Patriarcato di Aquileia. Il primo documento che cita il paese è del 1270. Nel 1430 la repubblica di Venezia subentrò al potere patriarcale; in quest’epoca Amaro faceva parte del quartiere di Tolmezzo. Fino al 1777 la pieve fece parte dell’abbazia di Moggio, per passare poi all’Arcidiaconato della Carnia. Venne costituito in comune con un decreto napoleonico del 1807. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia, nel mandamento di Gemona del Friuli. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’agosto 1944 duemila Cosacchi invasero Amaro e Tolmezzo, lasciando danni e violenze. Nel dopoguerra ci fu un certo sviluppo, tuttavia il sisma del 1976 praticamente rase al suolo il paese, che si trovava vicinissimo all’epicentro. Negli ultimi anni ad Amaro si è sviluppata un area industriale che accoglie diverse realtà produttive.

Start

Stazione - Gemona del Friuli (194 m)
Koordinaten:
DD
46.274366, 13.128726
GMS
46°16'27.7"N 13°07'43.4"E
UTM
33T 355821 5126233
w3w 
///kunstwerke.drähte.beruhten

Ziel

Stazione - Gemona del Friuli

Wegbeschreibung

Dalla stazione di Gemona del Friuli seguendo la FVG1 ci si dirige verso Venzone e da qui si raggiunge Cavazzo Carnico attraverso il ponte sul Tagliamento a Pioverno. Seguendo la SP21 da Cavazzo si raggiunge Tolmezzo e da qui Zuglio, la frazione di Fielis è poco oltre. Il rientro avviene sulla stessa strada fino a Tolmezzo, da dove poi si torna a Venzone passando per Amaro. Da Venzone a Gemona la strada è la stessa.

Hinweis


alle Hinweise zu Schutzgebieten

Öffentliche Verkehrsmittel

mit Bahn und Bus erreichbar

È possibile arrivare a Gemona con il treno; la stazione ferroviaria è servita da Trenitalia, Micotra e dallo storico treno a vapore. I trail possono essere raggiunti grazie alle ciclabili cittadine. Tutti partono in prossimità del centro storico dove si trovano colonnine per la ricarica e riparazione delle biciclette, box e lavaggio sempre a disposizione dei ciclisti. Tutti i percorsi dedicati alla mtb partono dall'Associazione sportiva e ricreativa L’A.S.eR.

Anfahrt

Gemona si trova in una posizione particolarmente fortunata anche per quanto riguarda le vie di comunicazione, infatti è possibile raggiungere la città in svariati modi tradizionali quali:

IN TRENO

Stazione FS di Gemona del Friuli

IN AUTO

Autostrada A23 casello Gemona/Osoppo - Strada statale Pontebbana

IN AEREO

Aereoporto di Trieste

IN BICICLETTA

Ciclabili Alpe Adria (FVG1) - Pedemontana (FVG3) - Tagliamento (FVG6)

A PIEDI

Attraverso il Cammino di San'Antonio

Attraverso il Parco Trail che collega la cittadina alla vicina Austria - Hermagor

IN KAJAK

Fiume Tagliamento per gli appassionati di kajak estremo

Parken

Piazzale della stazione - Gemona del Friuli

Koordinaten

DD
46.274366, 13.128726
GMS
46°16'27.7"N 13°07'43.4"E
UTM
33T 355821 5126233
w3w 
///kunstwerke.drähte.beruhten
Anreise mit der Bahn, dem Auto, zu Fuß oder mit dem Rad

Ausrüstung

Bici da corsa

Grundausrüstung für Rennradtouren

  • Fahrradhelm
  • Fahrradhandschuhe
  • Fahrradschuhe
  • Gepolsterte Radhose und Trikot
  • Sonnenbrille

Technisches Equipment

  • Trinkflasche mit passender Halterung
  • Ausreichend Proviant und Trinkwasser
  • Luft- oder CO2-Pumpe mit Kartuschen
  • Reifenflickset
  • Wo zutreffend, verkehrstaugliches Fahrrad mit Klingel, Vorder- und Rücklicht und Speichenreflektoren
  • Die Listen für die „Grundausrüstung“ und die „technische Ausrüstung“ werden auf der Grundlage der gewählten Aktivität erstellt. Sie erheben keinen Anspruch auf Vollständigkeit und dienen lediglich als Vorschläge, was du einpacken solltest.
  • Zu deiner Sicherheit solltest du alle Anweisungen zur ordnungsgemäßen Verwendung und Wartung deines Geräts sorgfältig lesen.
  • Bitte vergewissere dich, dass deine Ausrüstung den örtlichen Gesetzen entspricht und keine verbotenen Gegenstände enthält.

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Schwierigkeit
mittel
Strecke
73,5 km
Dauer
3:50 h
Aufstieg
839 hm
Abstieg
835 hm
mit Bahn und Bus erreichbar aussichtsreich faunistische Highlights Geheimtipp Hin und zurück Rundtour Einkehrmöglichkeit kulturell / historisch botanische Highlights

Statistik

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Funktionen
2D 3D
Karten und Wege
Dauer : h
Strecke  km
Aufstieg  Hm
Abstieg  Hm
Höchster Punkt  Hm
Tiefster Punkt  Hm
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