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Venzonassa - Gemona / Venzone / Lusevera / Tarcento / Montenars

Mountainbike · Gemona del Friuli
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VisitGemona 
  • Sella Sant'Agnese
    / Sella Sant'Agnese
    Foto: VisitGemona, Community
  • / Chiesetta di Sant'Agnese
    Foto: VisitGemona, Community
  • / Duomo di Venzone
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Venzone
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Piazza del Municipio - Venzone
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Roccolo del "Puestin" - Montenars
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Porta Udine con uno scorcio dell'ex-chiesa di San Michele e dell'ex-ospedale di San Michele - Gemona del Friuli
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Duomo di Gemona
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Palazzo Elti, sede del Museo Civico, con uno scorcio su via Bini - Gemona del Friuli
    Foto: Ufficio Turistico Gemona, Community
  • / Palazzo Boton, sede del Municipio - Gemona del Friuli
    Foto: Luciano Baldassi, Community
m 1200 1000 800 600 400 200 50 40 30 20 10 km
Un percorso che non presenta grandi difficoltà tecniche ma che richiede un buon allenamento, da non fare da soli e senza avere acqua e qualche cosa da mangiare dietro visto che la zona è pittosto selvaggia e in molti tratti non c'è campo telefonico.
schwer
Strecke 53,9 km
6:30 h
2.070 hm
2.070 hm
1.095 hm
226 hm
Un percorso che non ha bisogno di presentazioni, teatro di tantissime marathon organizzate negli scorsi anni, vi farà entrare in un territorio che nonostante sia vivinissmo alla "cività" risulta selvaggio. Qui non potete contare sulla tecnologia: il telefono non prende, quindi molta attenzione e mai farlo da soli. La Venzonassa con partenza da Gemona del friuli è un percorso che richiede una buona preparazione fisica, il dislivello è importante, non fate l'errore di sottovalutarlo.

Autorentipp

Da percorrere in Mtb con dietro attrezzi e ricambi in caso di forature o rotture.
Schwierigkeit
S1 schwer
Technik
Kondition
Erlebnis
Landschaft
Höchster Punkt
1.095 m
Tiefster Punkt
226 m
Beste Jahreszeit
Jan
Feb
Mär
Apr
Mai
Jun
Jul
Aug
Sep
Okt
Nov
Dez

Sicherheitshinweise

Non c'è campo telefonico, non fatelo da soli e prudenza nelle discese, che sono semplici ma permettono di arrivare a velocità elevate,

Weitere Infos und Links

Gemona del Friuli

Solamente attraversando l'abitato gemonese lungo l’arteria principale del centro storico, quanto vi accompagna soddisfa l’occhio e immerge nell’atmosfera cittadina: accolti da Porta Udine, con il Leone di San Marco a ricordare la dominazione veneziana, subito noterete il terrapieno del Duomo, su cui si innalza la chiesa romanico-gotica orgoglio della città. Subito di fronte al duomo sorge palazzo Gurisatti, sede della Cineteca del Friuli che ospita anche l’emeroteca. Proseguendo lungo la suggestiva via Bini si incontra casa D’Aronco, che diede i natali al celebre architetto; palazzo Elti, sede del museo Civico che conserva le opere d’arte recuperate dalle chiese di Beata Vergine delle Grazie e di San Giovanni, rase al suolo dal sisma; e infine il cinquecentesco Palazzo Boton, sede del Municipio.

Lungo vari tratti della via è visibile pure la mole del Castello, ai cui giardini è gradevole salire tramite una scalinata deviando dal percorso, come è interessante visitare tutte le molteplici attrattive della città: dal Santuario di Sant’Antonio da Padova, che ospita ai piani inferiori anche il museo Renato Raffaelli, al museo della Pieve, che conserva il Tesoro del duomo e il registro battesimale più antico del mondo, risalente al 1379; dalla mostra fotografica permanente sul terremoto nel porticato di via Bini fino alla chiesa della Madonna delle Grazie, ricostruita a rudere.

Glemona, Osopo e Artemia vengono ricordate da Paolo Diacono in un famoso passo della “Historia Langobardorum” tra le città fortificate in cui si rifugiarono i Longobardi durante l’invasione degli Avari.

Sella e Chiesetta di Sant’Agnese

Sella Sant’Agnese è un luogo caro ai gemonesi, e non solo, dove poter staccare dalla frenesia della vita quotidiana. Segna il confine naturale tra Gemona e Venzone e ha sempre costituito un punto di transito, soprattutto in passato quando il fiume Tagliamento, esondando, rendeva la piana impraticabile. Una volta raggiunta si è pervasi da una sensazione di pace, e ci si può regalare una sosta sotto il porticato della chiesetta, da dove si ammira un suggestivo panorama. Dedicata a Sant’Agnese, la chiesetta risale al XII secolo e sorge sui sedimi di un tempio pagano eretto sull’antico sentiero celtico. Dalla sella la vista si allarga a nord sul conoide dei Rivoli Bianchi, a sud su Gemona e la piana. A ovest risalta il profilo tondeggiante del monte Cumieli, mentre ad est si staglia la cresta affilata del monte Deneal che dà avvio alla catena del monte Cjampon, con un’eccezionale veduta sulle stratificazioni calcaree; i movimenti provocati da una grande faglia hanno ripiegato gli strati e reso distinguibile sulla parete un enorme “ventaglio”. Tutto intorno alla chiesetta si distendono prati che un tempo erano luogo di pascolo per il bestiame.

Rivoli Bianchi

Uscendo dalle montagne e rallentando la velocità delle proprie acque, il rio Pozzolons ha accumulato un ventaglio di ghiaie e detriti stabilizzati dall’operato dell’uomo: in questo modo si è gradualmente insediata una flora particolare, sbocciata in vedovelle celesti, fiordaliso gialloroseo o violaciocche della Carnia nei terreni più impervi, come in Orchidacee più esigenti quali l’orchide minore, quella bruciacchiata e l’elleborine violaceo sui suoli più comodi. Sui prati cacciano diversi rapaci diurni, come la poiana e il gheppio, avvistabili con molta maggior facilità di altri coinquilini come la quaglia, il re di quaglie e l’allodola; qui convivono inoltre upupe, gazze e, a livello di mammiferi, qualche rara lepre e la volpe.

Venzone

La tranquilla cittadella di Venzone, protetta da alte mura di cinta, racchiude al suo interno vari capolavori di arte e architettura: la Piazza del Municipio su cui si affaccia Palazzo Radiussi con l’elegante fontana centrale, il gotico Palazzo Comunale, numerosi palazzi nobiliari e il risorto duomo romanico-gotico di Sant’Andrea al cui fianco sorge la cappella di San Michele che custodisce le famose mummie. Si dice che la particolare natura di queste ultime impressionò anche Napoleone, a tal punto che chiese di persona che una fosse portata a Parigi per essere analizzata e studiata. Il centro è noto per essere uno dei più straordinari esempi di restauro in campo architettonico e artistico in risposta ai terremoti del 1976, e, anche grazie a questa efficiente ricostruzione, nel 2017 la città è stata eletta Borgo dei Borghi. Altri blasoni di cui Venzone può fregiarsi sono la nomina a Villaggio ideale d’Italia nel 1991 e, prima del sisma, quella a monumento nazionale nel 1965. Allo scopo di ricordare il catastrofico evento, Palazzo Orgnani ospita il cento di documentazione permanente “Tiere Motus”. Infine si segnala, al di fuori delle mura, la chiesetta dei SS. Giacomo e Anna risalente al XII-XIII secolo.

Lusevera

Lusevera è un vasto comune dell’alta val Torre le cui origini sono indefinite. Gli abitanti vogliono far risalire il nome del paese, in particolare della frazione Cesariis, al tempo di Giulio Cesare, che si racconta si fosse fermato qui lungo la strada per Gemona. Nel VI secolo vi si stabilirono degli Avari e quindi delle genti slave. Lusevera e le frazioni Cesariis, Villanova e Pradielis vengono nominate per la prima volta nel 1382, quando tutto il territorio apparteneva ai Frangipane, signori di Tarcento, eccetto Villanova che era possesso dei conti di Gorizia. Appartenne poi a Venezia e quindi all’Austria, fino all’annessione del Friuli all’Italia del 1866. Nel 1871 divenne comune. Di notevole interesse è il museo etnografico, in cui sono esposti oggetti di arte folkloristica e di vita nei campi, allo scopo di preservare la cultura e le tradizioni degli storici abitanti della valle.

Tarcento

Circondata da colline di vitigni, boschi e piccoli borghi, lungo il fiume Torre sorge Tarcento, la “Perla del Friuli”, o il “paradiso delle vacanze” come è stata denominata a partire dalla fine del 1800 quando era la meta più popolare in Friuli per le vacanze estive per via del clima mite di cui si può godere qui. La sua aria salubre e il suo paesaggio suggestivo vi hanno attirato sin dal XIX secolo studiosi e letterati, ma anche la nobiltà udinese che vi possedeva abitazioni meravigliose, tra le quali Villa Moretti, Villa Angeli, Villa Pontoni e, sul corso del fiume Torre, Villa delle Rose, Castello Aganoor e molte altre. Lungo il fiume è presente un percorso pedonale attrezzato con banchine e luci notturne. Da non perdere il borgo medievale di Villafredda a Loneriacco e la torre del castello inferiore di Coia detto “Cjscjelàt”. Tarcento è anche famosa per gli eventi tradizionali, come l'Epifania con i suoi falò chiamati “medilis” e il Festival dei Cuori, che ogni anno presenta gli spettacoli dei migliori gruppi di ballo folkloristico provenienti da tutto il mondo.

Montenars

Nel territorio di Montenars, piccolo abitato tra i comuni di Gemona, Artegna e Lusevera, pare che nelle pendici orientali del monte Cjampon nell’età del bronzo sorgesse un castelliere. In epoca longobarda era presente una arimannia, cioè un nucleo familiare armato il cui capofamiglia aveva il diritto delle armi e di partecipare ai consigli. Nel Duecento i nobili tedeschi Rabenstein edificarono sul torrente Orvenco il castello di Ravistagno, allo scopo di sorvegliare le strade verso il nord e l’Austria, e faceva parte del sistema difensivo del castello di Artegna citato da Paolo Diacono. Oggi i resti sono in corso di restauro. Montenars nel 1923 fu aggregato ad Artegna fino al 1947 per poi ritornare comune indipendente. Fu duramente colpito dal sisma del 1976 che compromise la quasi totalità del patrimonio monumentale e dell’edilizia civile. Nel territorio comunale a ridosso dei boschi sono presenti delle strutture ad anello o rettangolari dette “roccoli” che si usavano per l’uccellagione. Dopo la messa al bando di quest’ultima, alcuni dei roccoli più grandi sono stati riconvertiti in giardini e utilizzati a scopo turistico e naturalistico e per ospitare concerti.

Start

Piazza Garibaldi - Gemona del Friuli (236 m)
Koordinaten:
DD
46.334400, 13.139900
GMS
46°20'03.8"N 13°08'23.6"E
UTM
33T 356839 5132884
w3w 
///milch.bejahst.unterart

Ziel

Piazza Garibaldi - Gemona del Friuli

Wegbeschreibung

Da Gemona del Friuli (Piazza Garibaldi) ci dirigiamo verso Sella Sant’Agnese percorrendo una mulattiera larga e scorrevole, arrivati in sella si scende verso i Rivoli Bianchi, per chi ha una gravel forse sarà necessario scendere e spingere per alcuni metri; arrivati ai Rivoli Bianchi ci si dirige verso la cittadella fortificata di Venzone. Dopo una pausa nel centro del paese si parte verso la val Venzonassa attraverso una salita importante intervallata da ripide discese, prima su asfalto e poi su una larga mulattiera che richiede sempre di mantenere l’attenzione alta anche se a prima vista potrebbe sembrare semplice. I panorami sono spettacolari, ci si immerge sempre più in un ambiente naturale e selvaggio costituito da gallerie e paesi abbandonati. Si sale e si scende fino ad arrivare in sella Tacia dove si incontra una carrareccia a destra proveniemte dalla forcella di Ledis; si mantiene la direzione verso la valle di Uccea. La strada ritorna asfaltata e incomincia a perdere quota; le velocità aumentano e in pochissimo ci si trova nella località di Musi. Arrivati a Vedronza frazione di Lusevera, si gira a destra verso Tarcento, la strada è una provinciale che offre un panorama stupendo sul torrente Torre; si recuperano le energie per affrontare l’ultima salita importante della giornata che porta a Montenars. Da qui la strada è tutta in discesa fino al rientro a Gemona.

Hinweis


alle Hinweise zu Schutzgebieten

Öffentliche Verkehrsmittel

mit Bahn und Bus erreichbar

È possibile arrivare a Gemona con il treno; la stazione ferroviaria è servita da Trenitalia, Micotra e dallo storico treno a vapore. I trail possono essere raggiunti grazie alle ciclabili cittadine. Tutti partono in prossimità del centro storico dove si trovano colonnine per la ricarica e riparazione delle biciclette, box e lavaggio sempre a disposizione dei ciclisti. Tutti i percorsi dedicati alla mtb partono dall'Associazione sportiva e ricreativa L’A.S.eR.

Anfahrt

Gemona si trova in una posizione particolarmente fortunata anche per quanto riguarda le vie di comunicazione, infatti è possibile raggiungere la città in svariati modi tradizionali quali:

IN TRENO

Stazione FS di Gemona del Friuli

IN AUTO

Autostrada A23 casello Gemona/Osoppo - Strada statale Pontebbana

IN AEREO

Aereoporto di Trieste

IN BICICLETTA

Ciclabili Alpe Adria (FVG1) - Pedemontana (FVG3) - Tagliamento (FVG6)

A PIEDI

Attraverso il Cammino di San'Antonio

Attraverso il Parco Trail che collega la cittadina alla vicina Austria - Hermagor

IN KAJAK

Fiume Tagliamento per gli appassionati di kajak estremo

Parken

Piazza Garibaldi o piazza del Ferro - Gemona del Friuli

Koordinaten

DD
46.334400, 13.139900
GMS
46°20'03.8"N 13°08'23.6"E
UTM
33T 356839 5132884
w3w 
///milch.bejahst.unterart
Anreise mit der Bahn, dem Auto, zu Fuß oder mit dem Rad

Ausrüstung

Mtb o gravel

 

Grundausrüstung zum Mountainbiking

  • Fahrradhelm
  • Fahrradhandschuhe
  • Festes, bequemes und vorzugsweise wasserfestes Schuhwerk
  • Kleidung im Mehrschicht-Prinzip mit Feuchtigkeitstransport
  • Rucksack (mit Regenhülle)
  • Sonnen-, Regen- und Windschutz (Hut, Sonnencreme, wasser- und winddichte Jacke/Regenschirm)
  • Sonnenbrille
  • Ausreichend Proviant und Trinkwasser
  • Mobiltelefon
  • Bargeld
  • Navigationsgerät/Karte und Kompass

Technisches Equipment

  • Luft- oder CO2-Pumpe mit Kartuschen
  • Reifenflickset
  • Ersatzfahrradschlauch
  • Reifenheber
  • Kettennieter
  • Inbusschlüssel
  • Ggf. Lenkerhalterung für Mobiltelefon/Navi
  • Fahrradschloss
  • Wo zutreffend, verkehrstaugliches Fahrrad mit Klingel, Vorder- und Rücklicht und Speichenreflektoren
  • Die Listen für die „Grundausrüstung“ und die „technische Ausrüstung“ werden auf der Grundlage der gewählten Aktivität erstellt. Sie erheben keinen Anspruch auf Vollständigkeit und dienen lediglich als Vorschläge, was du einpacken solltest.
  • Zu deiner Sicherheit solltest du alle Anweisungen zur ordnungsgemäßen Verwendung und Wartung deines Geräts sorgfältig lesen.
  • Bitte vergewissere dich, dass deine Ausrüstung den örtlichen Gesetzen entspricht und keine verbotenen Gegenstände enthält.

Fragen & Antworten

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Schwierigkeit
S1 schwer
Strecke
53,9 km
Dauer
6:30 h
Aufstieg
2.070 hm
Abstieg
2.070 hm
Höchster Punkt
1.095 hm
Tiefster Punkt
226 hm
mit Bahn und Bus erreichbar Von A nach B Rundtour Etappentour aussichtsreich Einkehrmöglichkeit kulturell / historisch botanische Highlights Geheimtipp

Statistik

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Karten und Wege
Strecke  km
Dauer : h
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