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Fernradweg

T02 B | Venzone > Spilimbergo

Fernradweg · Gemona del Friuli
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Fondazione Homo Viator - San Teobaldo Explorers Choice 
  • Tarvisio chiesa santi Pietro e Paolo
    / Tarvisio chiesa santi Pietro e Paolo
    Foto: Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator, Fondazione Homo Viator - San Teobaldo
m 300 250 200 150 100 50 40 30 20 10 km Fonte Alloggio da Alvia Fonte Fonte Risorgive di Bars Bar Fonte Fonte Rathaus Osoppo Fonte
Siamo nel cammino principale della Via Romea Strata da Tarvisio (Friuli Venezia Giulia) a Fucecchio (Toscana) dove il cammino si innesta nella Via Francigena. Il territorio friulano è caratterizzato da maestosi corsi d’acqua di grande rilevanza storica e culturale. Vi sono strutture religiose e di accoglienza molto antiche e di alto pregio artistico. Nei punti ristoro gusterai le specialità della zona in particolare il prosciutto crudo e i vini caratteristici.
Strecke 57,3 km
4:05 h
344 hm
470 hm
278 hm
122 hm

Autorentipp

Gemona del Friuli (10.900 ab., 272 m slm)
Situata in cima a un colle, Gemona è stato un importante centro di scambi commerciali fin dal Medioevo, con la cinta muraria, un poderoso castello, importanti palazzi signorili, il duomo e numerose chiese. Gravemente danneggiata dal terremoto (che ha causato 400 morti), è stata ricostruita e con essa i suoi più importanti monumenti come il gotico duomo di Santa Maria Assunta, la cui facciata è caratterizzata dalla gigantesca statua di san Cristoforo, e il grande castello medievale, a protezione della città, ancora in restauro. Da vedere anche il Museo civico, presso Palazzo Elti, con pregevoli opere di artisti veneti e friulani.

Osoppo e la chiesa di Santa Maria ad Nives
La cittadina è dominata dal colle di Osoppo, sulla cui sommità si trova la fortezza; per la sua posizione strategica il paese è stato teatro di alcuni assedi e battaglie, tra cui quello del 1514 con l’esercito imperiale di Massimiliano d’Asburgo e del 1848 contro l’esercito austriaco durante i moti risorgimentali. Da vedere la chiesa di Santa Maria ad Nives con un caratteristico tetto a capanna e campanile staccato dal corpo; presente già nel 1275, nel 1808 è diventata la parrocchiale e poi è stata ricostruita dopo il terremoto. Nel suo interno a tre navate ci sono importanti opere, come la pala d’altare di Pellegrino da San Daniele raffigurante la Madonna con Bambino e Santi, e tele di Francesco Fontebasso e Domenico Fabris. Interessante pure la chiesa di San Giacomo.

Risorgive di Bars
Nella parte orientale dell’ampia pianura alluvionale detta Campo di Osoppo si trova l’area delle risorgive di Bars, territorio ricco di corsi d’acqua, prati impaludati e boschi igrofili di pioppo nero, salici, ontano bianco e nero, platano, olmo campestre e frassino. In questo particolare ambiente sono presenti ben 31 diverse specie di orchidea selvatica che in primavera ed estate trasformano questo territorio in un arcobaleno di colori.

Chiesa e Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme
La chiesa di San Giovanni della Commenda dei Templari è del XII secolo, con facciata a capanna in pietra viva ingentilita da numerosi affreschi e campanile a vela; all’interno altri affreschi e un’ara romana dedicata a Sallustia Minnide trasformata in acquasantiera. A fianco della chiesa c’è l’Hospitale istituito da una donazione di Artuico di Varmo e fondato dai cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme (poi Cavalieri di Malta) alla fine del XIII secolo come ospizio per assicurare assistenza e protezione a pellegrini e viandanti. È dotato di uno scenografico muro di cinta merlato.

San Daniele del Friuli
(8000 ab., 252 m slm)La cittadina di San Daniele del Friuli è arroccata su di un colle dominando la pianura sottostante. Universalmente conosciuta per il famoso prosciutto dop (www.prosciuttosandaniele.it), custodisce nel suo centro storico importanti opere d’arte come il settecentesco duomo di San Michele Arcangelo dall’imponente facciata marmorea, l’adiacente Biblioteca Guarneriana ospitata nell’ex palazzo comunale – una delle prime biblioteche pubbliche d’Europa, dov’è custodita una bibbia bizantina del XIII secolo –, numerose dimore medievali, Porta Gemona progettata dal Palladio, i resti del castello medievale e il Museo del Territorio, ospitato nel settecentesco chiostro dell’ospedale vecchio.

Lago di Ragogna
Piccolo lago di origine glaciale e di forma ellittica, ha un diametro di circa 700 metri e una profondità massima di 10 metri. Circondato da canneto, sulle sue acque crescono vari tipi di ninfea e anche la caratteristica castagna d’acqua. Attorno alle sue sponde si sviluppano boschetti igrofili ripariali con salici e ontano nero, mentre dal punto di vista faunistico ospita germani reali, folaghe, marzaiole, aironi e svassi.
Castello di Ragogna Il castello di Ragogna, fondato nel VI secolo e articolato in due strutture – superiore e inferiore –, è sorto strategicamente su uno sperone di roccia a San Pietro di Ragogna, incombente sulla stretta di Pinzano, angusto passaggio del Tagliamento. Oggetto di importanti restauri, sono ben visibili il mastio e l’imponete mura di cinta. Nei suoi pressi ci sono anche i ruderi della chiesetta di San Pietro, l’antica pieve che ospita un importante ciclo di affreschi sulla Genesi.

Chiesa parrocchiale di San Martino a Pinzano al Tagliamento
È considerata una delle più importanti del Friuli occidentale; edificata nel XVI secolo su preesistente oratorio della fine del secolo XIII, è stata poi ristrutturata nel XVIII secolo, periodo in cui data pure lo slanciato campanile. Al suo interno si notano il bell’altare maggiore opera dei Fratelli Comiz – autori pure della facciata –, la pala d’altare di Gianantonio Guardi e interessanti affreschi di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone

Chiesa di Santa Maria dei Battuti a Valeriano
Questo splendido oratorio fu eretto nel XIV secolo e presenta un bel portale del 1499 opera di Giovanni Antonio Pilacorte. Sulla facciata sono stati evidenziati i profili degli affreschi del Pordenone che sono stati trasferiti all’interno per preservarli dagli agenti atmosferici. All’interno si trovano gli importanti affreschi del Pordenone – il più significativo raffigura la Natività ed è sulla parete sinistra – e altri di scuola friulana del Trecento sulle pareti e sulla volta a botte. Interessanti pure il coro ligneo e un’acquasantiera.

Spilimbergo (12.100 ab., 132 m slm)
La cittadina è di notevole interesse storico-artistico, in quanto è stata una località assai importante dal punto di vista militare-strategico e commerciale. Ospita tuttora l’imponente castello medievale ed era circondata da una triplice cinta muraria, quasi completamente distrutta, di cui restano alcune tracce come la trecentesca Torre Orientale, da cui si diparte il principale corso Roma che ospita importanti palazzi tra cui la famosa Casa dipinta, dalla splendida facciata affrescata. Nella grande piazza Duomo prospettano il grande castello, la Loggia del Daziario, la gotica Pergola e la grande mole del duecentesco duomo di Santa Maria Maggiore, seriamente danneggiato dal terremoto del 1976, con la facciata abbellita da ben sette rosoni e la monumentale Porta moresca.  Da non perdere anche la chiesa dei SS. Giuseppe e Pantaleone, la chiesa di San Giovanni dei Battuti e il Santuario dell’Ancona, mentre è da ricordare l’importante della Scuola mosaicisti del Friuli, centro di formazione di fama mondiale.

Profilbild von Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator
Autor
Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator
Aktualisierung: 21.01.2021

Start

Koordinaten:
DD
46.332960, 13.139090
GMS
46°19'58.7"N 13°08'20.7"E
UTM
33T 356773 5132725
w3w 
///reagiert.eingängig.glänzte

Wegbeschreibung

Si parte dal duomo di Venzone e procediamo per via Roma uscendo dalla pittoresca Porta di sotto dopo 150 metri, quindi si volta subito a destra per via dei Fossati che costeggia le scenografiche mura medievali e al km 0,25 si gira a destra per via degli Alpini che si segue finché sfocia al km 0,6 in via San Giacomo; qui si tiene la sinistra e dopo 50 metri si prende la prima a destra che porta direttamente al cimitero, quindi ancora a destra per via Borgo Bozza che al km 0,9 ci fa arrivare alla statale, che si attraversa. Si prosegue dritti su via Tagliamento, dove comincia la nuova ciclabile, si sottopassa la ferrovia e quindi si piega a sinistra proseguendo sul tracciato della vecchia ferrovia, in mezzo alla campagna. Al km 2,4 si sottopassano i binari e si prosegue sulla pista ciclopedonale, che al km 3,0 corre sopra l’ottocentesco viadotto ferroviario Rivoli-Bianchi, quindi al km 4,0 si affronta un breve strappo in salita al 10% e poi al km 5,0 si supera un ampio tornante nei pressi della chiesa di Santo Spirito in località Ospedaletto. Si prosegue per via del Lago e poi dritti per via Priorato, finché al km 5,3 si gira a destra per via Cjamparis, la provinciale 20. Si prosegue sull’ampia strada che presenta una pista ciclabile a lato e al km 6,0 si transita davanti alla fornace da calce Copetti, bell’esempio di archeologia industriale. Si prosegue dritti e al km 6,2 comincia una salita importante che dura un paio di chilometri, sempre dritti su via Bersaglio prima, via Carlo Caneva, via Cavour e via Bini in pieno centro di Gemona, fino a giungere allo splendido duomo al km 8,5, quando è da poco finita la salita.
Completata la visita, si torna indietro di 100 metri circa su via Bini e si prende a sinistra in discesa via XX settembre e poi, al km 8,9, in curva a sinistra, si imbocca via San Leonardo e al km 9,0 si piega a destra per via Melchiorre Widman. Dopo 100 metri ancora a destra per via del Santo, sfilando davanti al Santuario di Sant’Antonio di Padova. Si prosegue dritti finché al km 9,4 si gira seccamente a sinistra per la stretta via Rive Venturin, all’altezza di un capitello, ancora in ripida discesa (attenti al fondo dissestato!) e si prosegue sempre dritti per via Moseada e via Loseto; quindi al km 10,0 si attraversa il trafficato viale Roma e proseguendo dritti si sottopassa la ferrovia in via Cotonificio. Dopo 50 metri, all’edicola votiva si gira a destra per via Burgi che porta al km 10,4 a una rotonda dove si tiene la sinistra. Costeggiamo una grande caserma e dopo 100 metri si gira a sinistra per via Armentaressa e si fiancheggia nuovamente la caserma, nella frazione di Campagnola; al km 11,9 attraversiamo la statale (attenzione: a 500 metri sulla sinistra si trova un meccanico di bici, Starbike, via Taboga 42) e si prosegue dritti per via della Cartiera che al km 12,4 ci fa superare un paio di corsi d’acqua. Al km 13,1 si attraversa la provinciale, si prosegue dritti su sterrato, in direzione Osoppo, e al km 13,7 si sottopassa l’autostrada immettendosi sull’asfaltata via Porto Carantano dove si tiene la destra; al km 14,2 si giunge presso una grande cava dove si tiene la sinistra, infine al km 14,9 sfiliamo a fianco del grande parco della Colonia e al km 15,2, girando a sinistra, si passa per la chiesa di Santa Maria ad Nives, a Osoppo (184 m slm).
Si pedala su via Andervolti verso il centro del paese (è presente molta segnaletica sia orizzontale che verticale) poi al km 15,5 si passa per piazza 1848 – Osoppo è legata agli eventi della Prima guerra d’indipendenza – e si prosegue sulla via principale, su cui si affacciano il Comune, un albergo, una pizzeria e la farmacia; sulla sinistra si diparte la rampa in salita per la fortezza di Osoppo, poi al km 15,8 si volta a destra per via San Daniele e dopo 350 metri si piega a destra per via Peonis, asfaltata ma già in aperta campagna tra alberi da frutto. Si prosegue dritti su asfalto e al km 17,3 siamo a un quadrivio: si prosegue dritti su sterrata, nell’area delle risorgive di Bars. Troviamo molte indicazioni con cartelli naturalistici, è zona di orchidee.
Proseguiamo dritti e si entra in una delle sezioni più interessanti dal punto di vista naturalistico, con pioppi neri, praterie, prati impaludati: è un tratto incantato, con carreggiata ampia e abbastanza scorrevole, anche se sterrata. Si continua sempre dritti, quindi al km 19,9 la strada disegna un’ampia curva e al km 20,3 appare un bivio e si mantiene la destra; al km 21,0 passiamo davanti a una bella area di sosta privata con corso d’acqua rigoglioso, quindi la stradina fa un’ampia curva a sinistra e diventa asfaltata, passando al km 21,7 davanti a un allevamento ittico. Ancora dritti e al km 22,6 s’incontra un quadrivio e si gira a destra per l’unica strada sterrata che si insinua dolcemente nella campagna in direzione della linea ferroviaria; al km 24,1 si volta a sinistra, poi si affiancano i binari e al km 24,6 li attraversiamo con passaggio a livello proseguendo dritti su strada ora asfaltata. Superiamo un altro impianto di piscicoltura fino a giungere al km 26,3 presso la trafficata statale 463: con attenzione ci immettiamo tenendo la destra, la percorriamo per soli 300 metri – giusto per superare il ponte sul fiume Ledra  – poi al km 26,6 giriamo a destra passando davanti al Circolo Agrario Friulano. Quindi attraversiamo una provinciale e prendiamo dritti un tratto di sentiero erboso alle falde del colle del castello di Susans, un po’ complicato e in salita ma che ci consente di evitare il traffico della statale; dopo 400 metri s’immette su una stradina sterrata più agevole che a sua volta ci porta al km 27,6 a una rotonda all’altezza di un supermercato. Si prosegue dritti e dopo 50 metri si volta a destra per la strada asfaltata in leggera salita che porta al paesino di Tiveriacco; si attraversa il piccolo borgo quindi al km 28,1, all’incrocio, si volta a sinistra in discesa per giungere nuovamente sulla statale al km 28,5, nei pressi del borgo di Comerzo, che si deve seguire per circa 500 metri. attenzione! Da qui, con una deviazione di circa 1,5 km (solo andata), si può andare a visitare l’interessante centro di Majano.Tenendo la destra, dopo 200 metri si passa davanti all’interessante Santuario della Madonna Assunta, quindi si supera con cautela una pericolosa strettoia (attenzione) e al km 29,0 si abbandona la strada trafficata girando a destra in salita per via San Giorgio che scorre su panoramica sopraelevata parallela alla statale. Si prosegue dritti per via Laipacco e al km 29,8 si giunge a un incrocio, nella frazione di San Tomaso di Majano (13 m slm): qui si volta a destra per via San Zenone degli Ezzelini e al km 30,1 eccoci in piazza San Giovanni, dove si trova la chiesa con straordinari affreschi alle pareti esterne e, accanto, l’antico e importante Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme, impreziosito da mura merlate.
Visitata questa chicca sperduta nella campagna friulana e tornati in piazza, si gira a destra sulla principale e dopo 100 metri, al km 30,2, a un bivio con vera da pozzo si tiene la destra per via Limbiate, una stradina asfaltata che s’insinua con piacevoli ondulazioni tra i prati passando per gruppi di case sparse. Al km 31,3 diventa sterrata, quindi dopo 700 metri si affronta un’ampia curva sulla sinistra e al km 32,6 ci si immette sulla provinciale 84, di cui si tiene la sinistra. Si vede in cima la cittadina di San Daniele del Friuli che dista circa 2,5 chilometri ma che val bene la visita.
Dopo 260 metri si piega a destra su sterrata e al km 33,6 a un bivio si tiene la sinistra, inoltrandosi in un bel percorso che porta verso il lago di Ragogna (o di San Daniele); al km 34,0 si transita davanti al cimitero israelitico (testimonianza dell’antica comunità ebraica ashkenazita locale, con pietre tombali fin dal 1742), quindi, con un percorso panoramico e ben segnalato, si giunge a un ampio parcheggio con area di sosta al km 35,2 e si tiene la destra giungendo al km 36,1 alla torretta naturalistica in legno da cui si gode un bella vista sul lago.
Si procede sempre su sterrata ciclabile in direzione di Muris, frazione di Ragogna, poi si confluisce sulla strada, al km 36,6 si trova un bivio e tiene la destra in direzione Muris (212 m slm), centro che raggiungiamo al km 37,8 quando passiamo sotto la chiesa parrocchiale di Santa Croce. Si prosegue su via Vittorio Veneto uscendo dal paese in direzione Ragogna tra leggere ondulazioni e al km 39,0 si volta a sinistra su via ai Colli che dopo un po’ diventa sterrata e comincia a salire su una collinetta; si scende sempre su sterrato e al km 40,2, ancora in discesa, si giunge alla provinciale 5, dove si tiene la destra per raggiungere al km 40,5 il centro di Ragogna (235 m slm) e la chiesa parrocchiale di San Giacomo. Si prosegue ancora sulla provinciale per 1,8 chilometri in direzione Pinzano al Tagliamento e al km 42,3 si piega a destra per la stretta via Castello, in leggera salita, che porta alla frazione di San Pietro (224 m slm), alla sua chiesetta alpina e al castello.
Al km 42,5, al quadrivio con fontana, scendiamo decisi per via 2 giugno e con bella planata ci involiamo tra le case di San Pietro per immetterci, al km 42,8, nella provinciale, dove si tiene la destra e si scende decisi fino a oltrepassare, al km 43,8, il ponte sul Tagliamento: siamo entrati in provincia di Pordenone. Si continua sulla provinciale in secca salita e si giunge nel centro di Pinzano al Tagliamento (206 m slm) superando il palazzo municipale e la sede della Società Operaia, quindi al km 45,3 si gira a sinistra in via Vittorio Veneto per giungere in leggera discesa davanti alla chiesa di San Martino, al km 45,4, dove si trova una rinfrescante fontana.
Visitata l’interessante chiesa si prosegue dritti su bella discesa asfaltata e dopo un paio di tornanti al km 46,4 si giunge nei pressi della cinquecentesca chiesa votiva della SS. Trinità (con portico coperto) e l’annesso cimitero, che si costeggia con una stradina asfaltata che poco dopo si trasforma in sterrata. Seguendola ci si insinua in leggera discesa nella dolce campagna, tra i vigneti, in un panorama idilliaco, penetrando poi in un boschetto.Al km 47,4 si sottopassa un ponte in muratura (la ferrovia Casarsa-Pinzano, ora dismessa) e poco dopo troviamo un breve strappo in salita al 15% che ci porta al km 47,7 sulla provinciale 1, verso Valeriano. La seguiamo finché al km 48,5 ci appare sulla sinistra la chiesetta votiva di San Severo, poi si prosegue verso il centro di Valeriano (182 m slm) e al km 49,1 all’incrocio si volta a sinistra per via Umberto I seguendo le indicazioni per Borgo Mizzari. Prima però consigliamo di proseguire dritti effettuando una deviazione di 400 metri (solo andata) per recarsi nel centro del paese, dove vale la pena visitare la ricostruita parrocchiale di Santo Stefano e, soprattutto, il trecentesco oratorio di Santa Maria dei Battuti, con fontana sulla sinistra della facciata.
Tornati all’incrocio per Borgo Mizzari si prosegue su strada asfaltata, poi al km 49,7 (all’altezza di un’edicola votiva) s’ignorano le frecce della Romea Strata che mandano a destra (solo percorso pedonale), si prosegue sulla principale che piega leggermente a sinistra e al km 51,3 si giunge a Borgo Mizzari (127 m slm): al bivio (con cappella dedicata al Cuore Immacolato di Maria) si gira a destra e si prosegue su sterrata che serpeggia nella campagna. Dopo 200 metri si guada il letto sassoso del Rio Marsiglia, poi si attraversa una distesa di campi per entrare successivamente in un boschetto e al km 52,4 giungiamo a un bivio dove si tiene la destra, in leggera salita; al km 52,8 si sottopassa un ponte ferroviario (sempre dell’ex ferrovia Casarsa-Pinzano che la Regione vuole trasformare in ciclabile) e già s’intravede sulla destra la quattrocentesca chiesa di San Marco Evangelista, nella frazione di Gaio (156 m slm), giungendo al km 53,0 su strada asfaltata. Qui si tiene la sinistra e dopo 180 metri al quadrivio – dove si trova pure la bella ancona cinquecentesca della Madonna delle Grazie – si gira a sinistra per via Baseglia, che poi diventa via Leonardo da Vinci, e al km 54,3 si arriva a Baseglia (147 m slm), davanti alla cinquecentesca chiesa di Santa Croce, con importante portale scolpito, un grande affresco raffigurante san Cristoforo e lo slanciato campanile con bifore.  Si tiene a sinistra via della Chiesa – dove si ammira pure l’affrescata ancona della Pietà – poi al km 54,4 si piega a sinistra per via Divisione Julia e poi subito a destra, per via dei Celti. Ora si va dritti su questa strada asfaltata, leggermente ondulata, che poi diventa via Filanda Vecchia, finché al km 56,1 si gira a destra su via Caterina Percoto e poi subito a sinistra su via Filippo Corridoni, già nel centro abitato di Spilimbergo. Al km 56,3 si transita davanti a un imponente monumento ai caduti con grande mosaico in stile liberty e subito dopo davanti all’importante Scuola dei mosaicisti, fiore all’occhiello della cittadina friulana non a caso definita “città del mosaico”. Al km 56,6 si sfocia in viale Barbacane dove si tiene la destra giungendo dopo 200 metri in piazza San Rocco, davanti all’omonima chiesetta. Qui si gira a sinistra per la centralissima via Roma che passa sotto la trecentesca Torre Occidentale, attraversa la centrale piazza Garibaldi e ci conduce al km 57,3 in piazza Duomo, proprio di fronte all’imponente castello.




Hinweis


alle Hinweise zu Schutzgebieten

Koordinaten

DD
46.332960, 13.139090
GMS
46°19'58.7"N 13°08'20.7"E
UTM
33T 356773 5132725
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Anreise mit der Bahn, dem Auto, zu Fuß oder mit dem Rad

Ausrüstung

Il mezzo
Il percorso presenta numerosi tratti sterrati e qualche salita: di conseguenza è indispensabile una bicicletta dotata di cambi e con copertoni adatti a fondi ghiaiosi e/o erbosi, non certo bici da strada ma bici da cicloturismo o mountain bike equipaggiate con appositi portapacchi per potervi alloggiare le sacche con i bagagli. In ogni caso, essendo un percorso abbastanza lungo, prima della partenza è necessario far effettuare una verifica del mezzo da un meccanico. Durante il tragitto è comunque possibile trovare meccanici e officine, segnalati nella guida. Il tragitto ben si presta all’utilizzo della bicicletta a pedalata assistita, sempre più diffusa tra i cicloviaggiatori proprio perché consente quel piccolo aiuto che può rendere il viaggio meno difficoltoso e più rilassato, permettendo anche a persone “diversamente giovani” di godere dell’esperienza del viaggio in bici senza pretendere troppo dal proprio fisico. La cosa più importante è in ogni caso la verifica del sellino, perché è assolutamente necessario avere un minimo di confidenza e abitudine: deve essere sufficientemente rigido, poco cedevole e non fare attrito sulle cosce. Vanno bene i sellini imbottiti di gel, mentre sono da evitare quelli con le molle; in qualsiasi caso è buona regola partire avendo una certa dimestichezza con il modello scelto. Infine, è assolutamente consigliabile l’utilizzo di pantaloncini sportivi imbottiti (v. abbigliamento).

Attrezzatura È indispensabile che la bicicletta sia dotata di fanale anteriore e catarifrangente posteriore per potersi muovere all’uopo anche con il buio. Irrinunciabili anche portapacchi e borse posteriori su cui distribuire il proprio bagaglio, mentre è sconsigliato l’uso dello zaino: provoca sudorazione e sbilanciamento che può disturbare il delicato equilibrio del ciclista. Molto utile è la borsa da manubrio, che conterrà le carte stradali, la guida, la macchina fotografica, un po’ di cibo e quant’altro sia necessario avere rapidamente a portata di mano durante il tragitto. Non dimenticate il kit di attrezzi in caso di foratura, la pompa, due camere d’aria, qualche chiave, una catena con lucchetto antifurto, una pila, un coltellino multiuso. Assolutamente indispensabile la borraccia, con cui provvedere al necessario ricambio di liquidi: non ci sono molte fontane lungo il percorso, tenetelo presente!

 

Abbigliamento

Sono indispensabili sia i pantaloncini imbottiti, che aiutano a contrastare i fastidi del soprassella, che il casco, che si rivela preziosissimo in caso di cadute. Vivamente raccomandati sono i guanti imbottiti, che evitano dolori alle mani al contatto prolungato col manubrio, la maglia da ciclista in tessuto traspirante e con capienti tasconi sul dorso, e gli occhiali aderenti che evitano l’ingresso di insetti o di pulviscolo. È necessaria una giacca a vento possibilmente traspirante (consigliato il goretex): pedalando sotto l’acqua in una calotta di plastica ci si trova più bagnati dentro che fuori. L’abbigliamento è legato alla stagione in cui si affronta il viaggio: in primavera o autunno sarà un po’ più ingombrante che in estate, ma si consiglia in ogni caso di non eccedere. Si può sempre fare un bucato all’arrivo di tappa o comprare una maglia o un maglione: molto meglio viaggiare leggeri! Ultima raccomandazione sulle calzature: non utilizzate mai sandali o ciabatte, in caso di caduta ve ne pentireste amaramente. Un buon paio di scarpe da ginnastica è sempre la soluzione migliore.

Grundausrüstung für Fernradtouren

  • Fahrradhelm
  • Fahrradhandschuhe
  • Festes, bequemes und vorzugsweise wasserfestes Schuhwerk
  • Kleidung im Mehrschicht-Prinzip mit Feuchtigkeitstransport
  • Rucksack (mit Regenhülle)
  • Sonnen-, Regen- und Windschutz (Hut, Sonnencreme, wasser- und winddichte Jacke/Regenschirm)
  • Sonnenbrille
  • Ausreichend Proviant und Trinkwasser
  • Erste-Hilfe-Set mit Blasenpflaster
  • Biwaksack/Survival Bag
  • Rettungsdecke
  • Stirnlampe
  • Taschenmesser
  • Signalpfeife
  • Mobiltelefon
  • Bargeld
  • Navigationsgerät/Karte und Kompass
  • Notfallkontaktdaten
  • Personalausweis

Technisches Equipment

  • Luft- oder CO2-Pumpe mit Kartuschen
  • Reifenflickset
  • Ersatzfahrradschlauch
  • Reifenheber
  • Kettennieter
  • Inbusschlüssel
  • Nippelspanner (Speichenschlüssel)
  • Kabelbinder
  • Schmierfett
  • Schraubendreher
  • Ggf. Lenkerhalterung für Mobiltelefon/Navi
  • Fahrradschloss
  • Wo zutreffend, verkehrstaugliches Fahrrad mit Klingel, Vorder- und Rücklicht und Speichenreflektoren
  • Gepäcksystem entsprechend der Länge der Reise: Gepäckträger
  • Fahrradtaschen zur Befestigung an Lenker/Rahmen/Gepäckträger
  • Ggf. Schutzbleche

Campingausrüstung

  • Zelt (3- oder 4-Jahreszeiten)
  • Campingkocher (mit Gas und Zubehör)
  • Isomatte, Schlafsack mit entsprechender Komforttemperatur
  • Proviant
  • Hygieneartikel und Medikamente
  • Toilettenpapier

Übernachtung im Hostel

  • Hygieneartikel und Medikamente
  • Reisehandtuch
  • Ohrstöpsel
  • Hüttenschlafsack
  • Schlafklamotten
  • Ggf. Alpenvereins-Mitgliedsausweis und Personalausweis
  • Die Listen für die „Grundausrüstung“ und die „technische Ausrüstung“ werden auf der Grundlage der gewählten Aktivität erstellt. Sie erheben keinen Anspruch auf Vollständigkeit und dienen lediglich als Vorschläge, was du einpacken solltest.
  • Zu deiner Sicherheit solltest du alle Anweisungen zur ordnungsgemäßen Verwendung und Wartung deines Geräts sorgfältig lesen.
  • Bitte vergewissere dich, dass deine Ausrüstung den örtlichen Gesetzen entspricht und keine verbotenen Gegenstände enthält.

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Strecke
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Aufstieg
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Abstieg
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Höchster Punkt
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Tiefster Punkt
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