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Fernradweg

T01B | Tarvisio > Venzone

Fernradweg · Tarvisio
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Fondazione Homo Viator - San Teobaldo Explorers Choice 
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    Foto: Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator, Fondazione Homo Viator - San Teobaldo
m 1000 800 600 400 200 60 50 40 30 20 10 km Museo PONTAFEL Chiesa di … Roccolana Fonte Vecchia Rosticceria Fonte Bar Fonte Poste Fonte Hotel Canin
Siamo nel cammino principale della Via Romea Strata da Tarvisio (Friuli Venezia Giulia) a Fucecchio (Toscana) dove il cammino si innesta nella Via Francigena. Il territorio friulano è caratterizzato da maestosi corsi d’acqua di grande rilevanza storica e culturale. Vi sono strutture religiose e di accoglienza molto antiche e di alto pregio artistico. Nei punti ristoro gusterai le specialità della zona in particolare il prosciutto crudo e i vini caratteristici.
Strecke 62,5 km
4:55 h
339 hm
837 hm
828 hm
231 hm

Autorentipp

Santuario Monte Lussari
Sul monte Lussari si trova, fin dal XIV secolo, un noto santuario, fatto erigere dal patriarca di Aquileia, ma la struttura attuale è del 1500. Tuttora si svolgono numerosi pellegrinaggi estivi provenienti da tre nazioni, Italia, Austria e Slovenia. La località è inoltre una rinomata meta sciistica.

Museo Etnografico di Malborghetto
È assolutamente da visitare, nel centro del piccolo paese, all’interno del secentesco Palazzo Veneziano, l’esposizione permanente dedicata alla vita quotidiana della Val Canale (etnografia, riti, tradizioni, economia…) con sezioni specifiche sulla geologia e la preistoria, sulle miniere e sulla millenaria Foresta di Tarvisio, tuttora la più grande foresta demaniale d’Italia con i suoi 24.000 ettari.

 

Pieve di Santa Maria Maggiore a Pontebba
Fin dal XII secolo esisteva una piccola chiesa, dedicata a santa Gertrude e a san Leopoldo, fatta edificare dal vescovo di Bamberga, quindi venne ricostruita nel 1505 in stile gotico su progetto dell’architetto Johann Komauer. Al suo interno è conservato il prezioso Flügelaltar (“altare alato”), splendido trittico ligneo riccamente intagliato, con portelle mobili e coronato da cinque guglie, attribuito tradizionalmente al maestro Enrico da Villacco.

Museo del Territorio di Dogna
È sorto dall’esigenza di conservare e valorizzare il patrimonio paleontologico, storico ed etnografico presente sul territorio. La sezione paleontologica è concentrata sul ritrovamento delle piste fossili di un rettile del Triassico, il fitosauro, quella storica accompagna il visitatore sui luoghi della Grande Guerra, e quella etnografica comprende la visita alla vecchia latteria, coi suoi attrezzi tradizionali.

Ciclovia Alpe Adria
Il percorso completo parte da Salisburgo e giunge a Grado in 410 chilometri, attraverso l’Austria e l’Italia, e coinvolgendo le regioni Carinzia e Friuli-Venezia Giulia. Il tratto da Tarvisio a Moggio Udinese, 48 km, si sviluppa integralmente su greenway, l’ex ferrovia Pontebbana, e utilizza le infrastrutture ferroviarie – ponti, gallerie, stazioni – regalando sensazioni uniche al cicloturista che affronta il percorso lungo le spettacolari Val Canale e Canal del Ferro. Nel 2015 l’Alpe Adria è stata premiata come pista ciclabile dell’anno e nel 2016 ha vinto l’oscar del cicloturismo, l’Italian Green Road Award; in estate è percorsa da migliaia di cicloturisti europei.


Moggio Udinese (1700 ab., 341 m slm) Il paese si trova alla confluenza del Canal del Ferro con la Val d’Aupa, circondato dalle alte cime delle Alpi Giulie e delle Alpi Carniche. La storia del paese ha sempre ruotato attorno all’importante abbazia benedettina di San Gallo, fondata nel 1119, che tuttora domina da valle dall’alto della sua posizione sopraelevata nella frazione di Moggio alto. Attualmente è un monastero di clausura femminile dell’ordine di santa Chiara.

 

Portis Nuova e Portis Vecchia Il paese di Portis era situato lungo l’antica Via Iulia Augusta che collegava Aquileia con il Norico, posizionato alla confluenza del torrente Fella col Tagliamento. Ha una storia assai particolare perché il vecchio paese (ora chiamato Portis Vecchia) è stato distrutto dal terremoto del 1976 e poi abbandonato. La popolazione evacuata ha poi fondato un nuovo paese, Portis Nuova, un chilometro più a monte del vecchio abitato. Oggi Portis Vecchia è un borgo completamente disabitato, con i ruderi puntellati e le finestre sbarrate, dove il tempo sembra essere sospeso. È diventata area di esercitazioni della protezione civile per le simulazioni post catastrofe.

 

Venzone (2030 ab., 230 m slm) Circondato da una cinta di mura medievali, con torri e portali d’ingresso, per la sua importanza storico-artistica questo antico borgo fortificato è stato proclamato monumento nazionale ed è inoltre uno dei borghi più belli d’Italia. Il maestoso duomo di Sant’Andrea Apostolo è stato oggetto di un meticoloso restauro dopo il terremoto del 1976 ed è stato interamente ricostruito per anastilosi, ricollocando cioè le pietre originarie. Di fronte si trova la cappella cimiteriale di San Michele, la cui cripta custodisce le famose mummie di Venzone, corpi mummificati per cause naturali e ritrovati nel XVII secolo. Notevole anche la piazza del Municipio con il Palazzo comunale abbellito da una loggia. Il paese si è ultimamente specializzato nella coltivazione, raccolta e commercializzazione della lavanda

Profilbild von Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator
Autor
Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator
Aktualisierung: 19.01.2021

Start

Koordinaten:
DD
46.505430, 13.578770
GMS
46°30'19.5"N 13°34'43.6"E
UTM
33T 390957 5151187
w3w 
///eiltest.anspruchsvoll.ruhende

Wegbeschreibung

La Via Romea Allemagna parte da Tarvisio, esattamente dal suo cuore religioso, la chiesa fortificata dei SS. Pietro e Paolo. Si scende lungo via Giovanni Paolo II e in meno di 100 metri si raggiunge la pista ciclabile: volgendo lo sguardo a sinistra si vede l’ex stazione di Tarvisio città (qui si trova una fontana). Mentre procediamo a destra lungo il vecchio tracciato della ferrovia – ora Ciclovia Alpe Adria – che passa ai piedi della parrocchiale ci dirigiamo fuori dal centro sul percorso che ospita molte panchine e anche un’area di sosta. La pista ciclabile sale abbastanza dolcemente, al 2%, finché al km 3,9 si attraversa con passaggio pedonale via Alpi Giulie e si prosegue seguendo le indicazioni per il Santuario di Monte Lussari. Negozio di biciclette: Lussari Sport, via Alpi Giulie 44, Tarvisio.

Siamo nel centro abitato di Camporosso in Val Canale (820 m slm): girando a destra, in poche pedalate si raggiungerebbe il centro con la chiesa di San Egidio. Ci troviamo in un luogo strategico, esattamente sul valico displuviale di Camporosso, spartiacque tra Mar Nero e Mediterraneo; si prosegue sulla ciclabile e al km 4,2 si sottopassa la statale in corrispondenza di una grande porta contaciclisti (sono moltissimi d’estate lungo questa famosa ciclabile) proprio nei pressi dell’impianto di risalita che porta a Monte Lussari e al suo famoso santuario. Ora il percorso va in leggera discesa, al km 6,2 sulla destra si trova un punto di ristoro e poco più avanti un’area di sosta con tavoli da pic-nic; quindi al km 6,8 la ciclabile attraversa la strada e subito dopo si oltrepassa la vecchia stazione di Valbruna-Lussari. Al km 7,3 si transita davanti alla stazione ferroviaria funzionante di Ugovizza-Valbruna, subito dopo si sottopassa un grande viadotto autostradale per poi pedalare a fianco della statale, seppur ben separati. Al km 8,4 di nuovo si supera un sottopasso e poco dopo si attraversa una strada poco prima di entrare a Ugovizza: al km 9,2 appare la vecchia stazione di Ugovizza, con fontana, trasformata in area di sosta con bar e cucina.; P1050895 Si continua lungo il tracciato dell’ex ferrovia Pontebbana e al km 12,0, prima di entrare in una lunga (350 m) galleria illuminata, si trova l’ex stazione di Malborghetto: piegando a destra si può raggiungere il centro di Malborghetto Valbruna (721 m slm). Tornati alla galleria, proseguiamo e poco dopo ne troviamo un’altra, non illuminata, quindi continuiamo piacevolmente passando per la frazione di Ombrico. Al km 16,7, all’incrocio con una asfaltata, si trova una fontana e poi al km 17,3 si attraversa il torrente Fella con uno stretto ponte e ci si porta sulla sponda destra. A questo punto si prosegue sempre in leggera discesa e su asfalto superando un’area di sosta, quindi al km 21,2 si sottopassa un grande svincolo autostradale e poi al km 22,0 si piega seccamente a destra pedalando ora su stradina a traffico promiscuo, seppure limitatissimo. Dopo aver pedalato a fianco del grande parco ferroviario di Pontebba, al km 23,4 si gira a sinistra su un ponte che ci fa superare i binari e – dopo una breve ma molto ripida discesa – giungiamo al km 23,6 in via Mazzini e nel centro di Pontebba (568 m slm), nei pressi della trecentesca chiesa di San Giovanni Battista, il cui campanile col tipico tetto a cipolla svetta alla nostra destra. Poco più avanti troviamo il ponte sul torrente Pontebbana con gli scenografici cippi di confine che segnalavano la frontiera tra le terre italiche e il mondo tedesco (c’è una fontana). Superato il ponte, giunti in piazza Dante Alighieri, deviamo a destra di 250 metri per via Zardini (transitando davanti al raffinato palazzo municipale) al fine di raggiungere la splendida pieve di Santa Maria Maggiore, in piazza Giovanni Paolo II. Tornati in piazza Dante Alighieri si gira a sinistra per via Roma, caratterizzata da importanti palazzi (tra cui la settecentesca Casa Micossi con il bel portone), si trova una fontana e al km 24,5 ci si immette sulla statale che si abbandona al km 25,5, girando in salita sulla destra con uno strappo impegnativo fino a raggiungere la secentesca chiesetta di San Rocco; dopo un bel tratto in discesa si trova un durissimo (25%) strappo in salita di soli 50 metri che al km 25,8 ci riporta sulla vecchia ferrovia, nei pressi di un bel pozzo e davanti a una galleria (al momento chiusa). Si prosegue in discesa superando qualche galleria, poi al km 27,1 si passa davanti all’ex stazione di Pietratagliata, si affronta a piedi il pendente sottopasso ferroviario immettendosi su stradina a traffico promiscuo e quindi, al km 27,9, si affronta una pittoresca scalinata a piedi con bici a mano (100 metri) tornando nuovamente sul tracciato ferroviario. Qui comincia una zona con molte gallerie e alcuni viadotti, e al km 29,0 si attraversa il fiume Fella grazie al ponte di Muro, lungo 75 metri; il percorso è ingentilito da panchine e aree di sosta, quindi al km 31,8 troviamo a destra la deviazione (600 metri solo andata) per recarsi nel paesino di Dogna (430 m slm) e subito dopo, continuando dritti, si oltrepassa il lunghissimo ponte asfaltato sul torrente omonimo. Sotto di noi si staglia il paese, col campanile della chiesa di San Lorenzo Abate imbrigliato dal viadotto stradale: tempi moderni… Poco dopo si passa davanti alla stazione abbandonata di Dogna, quindi appaiono numerosi ponti e gallerie, poi al km 35,7 si attraversa nuovamente con lunghissimo ponte il fiume Fella portandosi sulla sponda destra; successivamente al km 36,9 si transita per l’abitato di Chiusaforte (391 m slm), dove si trova una fontana, poi al km 39,5 appaiono i cartelli indicanti la deviazione per la Fortezza Col Badin, massiccia struttura militare a quattro piani. Al km 40,3 si giunge nei pressi dell’ex stazione di Chiusaforte, ora trasformata in punto informativo e di accoglienza per ciclisti lungo la Via Alpe Adria e camminatori. Da approfittare… Poco dopo si attraversa il ponte Peraria e si ritorna sulla sponda sinistra del Fella, correndo per lunghi tratti paralleli alla statale; si attraversano alcune gallerie, si pedala ai margini del bosco e al km 44,1 appaiono le prime case di Resiutta (316 m slm), zona artigianale, e al km 44,4 si giunge presso un ristorante posto all’incrocio (con fontana) tra la statale e la ciclovia Alpe Adria. Proseguendo dritti al km 45,0 si passa davanti alla stazione ferroviaria di Resiutta e si prosegue superando due lunghe gallerie illuminate con led che si accendono al transito della bicicletta; infine al km 47,8 si giunge alla stazione di Moggio Udinese e qui finisce momentaneamente la pista ciclabile Alpe Adria. Per puntare al bel centro di Moggio Udinese, la porta del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, si deve girare a destra sottopassando la strada statale. Dopo il sottopasso si tiene la destra e al km 48,3 si supera il ponte, su marciapiede, sul torrente Fella e quindi si pedala sulla provinciale 112. Poco dopo, al km 48,7, si gira seccamente a sinistra seguendo le indicazioni per Campiolo e Moggio Alto, su stradina a traffico promiscuo ma poco frequentata. Si prosegue e dopo un breve strappo in salita al km 49,0 si gira a sinistra per Campiolo (a destra si va per la millenaria abbazia di San Gallo, oggi monastero di clausura), seguendo sempre il corso del Fella. Il percorso è assai panoramico, poi diventa sterrato e si attraversano alcune gallerie, certe non illuminate, dove appaiono alcune ondulazioni; bisogna prestare attenzione perché il fondo presenta delle buche, quindi al km 53,9 si sottopassa la ferrovia e al km 55,9 si transita sotto un viadotto autostradale. Dopo 100 metri si attraversa attenzione la statale, all’altezza del cartello di Amaro, quindi si piega immediatamente a destra, si ripassa sotto l’autostrada e al km 56,4 si comincia ad affrontare il lungo e scenografico ponte ferroviario dismesso sul fiume Fella, che ci fa imboccare un bel viale con filare di pioppi. Al km 57,4 si piega a destra, si sottopassa la ferrovia e al km 57,9 ci troviamo davanti alla stazione ferroviaria di Carnia; qui si piega a sinistra su via Stazione e quindi subito a destra per via Nazionale, nel centro del paese di Carnia (257 m slm). Al km 58,8 si confluisce sulla statale che percorreremo, attenzione, per un chilometro, finché al km 59,8 – all’altezza di una fermata dell’autobus – si attraversa la strada girando a sinistra per la frazione di Portis Nuova, transitando davanti alla chiesa di San Bartolomeo: qui è stato rifondato il paese dopo che il vecchio centro è stato evacuato e abbandonato dopo il terremoto del 1976. Si percorre la strada principale e al km 60,2 si gira a destra in via Lavaruzza, che al km 60,5 ci riporta sulla statale: la si attraversa e si prende sulla destra una stradina che porta nel centro di Portis Vecchia (241 m slm). Al km 61,3 si transita davanti alla chiesetta trecentesca di Santa Lucia, ricostruita dopo il terremoto, con il caratteristico portico sostenuto da pilastri e una particolare monofora campanaria. Si prosegue dritti e poco dopo, al km 61,6, si rientra sulla statale che si percorre per poco meno di 200 metri. Al km 61,8 infatti si gira a sinistra per via San Leonardo, che al km 62,7 si immette in via Sottomonte, di cui si tiene la destra. Quindi si gira a sinistra per via del Ponte, che ci consente di superare il torrente Venzone e ci conduce, al km 63,1, nel centro di Venzone, nella centralissima piazza del Municipio. Continuando dritti sulla selciata via Glizolo di Mels giungiamo al km 63,2 davanti allo splendido duomo.

Hinweis


alle Hinweise zu Schutzgebieten

Koordinaten

DD
46.505430, 13.578770
GMS
46°30'19.5"N 13°34'43.6"E
UTM
33T 390957 5151187
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///eiltest.anspruchsvoll.ruhende
Anreise mit der Bahn, dem Auto, zu Fuß oder mit dem Rad

Ausrüstung

Il mezzo
Il percorso presenta numerosi tratti sterrati e qualche salita: di conseguenza è indispensabile una bicicletta dotata di cambi e con copertoni adatti a fondi ghiaiosi e/o erbosi, non certo bici da strada ma bici da cicloturismo o mountain bike equipaggiate con appositi portapacchi per potervi alloggiare le sacche con i bagagli. In ogni caso, essendo un percorso abbastanza lungo, prima della partenza è necessario far effettuare una verifica del mezzo da un meccanico. Durante il tragitto è comunque possibile trovare meccanici e officine, segnalati nella guida. Il tragitto ben si presta all’utilizzo della bicicletta a pedalata assistita, sempre più diffusa tra i cicloviaggiatori proprio perché consente quel piccolo aiuto che può rendere il viaggio meno difficoltoso e più rilassato, permettendo anche a persone “diversamente giovani” di godere dell’esperienza del viaggio in bici senza pretendere troppo dal proprio fisico. La cosa più importante è in ogni caso la verifica del sellino, perché è assolutamente necessario avere un minimo di confidenza e abitudine: deve essere sufficientemente rigido, poco cedevole e non fare attrito sulle cosce. Vanno bene i sellini imbottiti di gel, mentre sono da evitare quelli con le molle; in qualsiasi caso è buona regola partire avendo una certa dimestichezza con il modello scelto. Infine, è assolutamente consigliabile l’utilizzo di pantaloncini sportivi imbottiti (v. abbigliamento).

Attrezzatura
È indispensabile che la bicicletta sia dotata di fanale anteriore e catarifrangente posteriore per potersi muovere all’uopo anche con il buio. Irrinunciabili anche portapacchi e borse posteriori su cui distribuire il proprio bagaglio, mentre è sconsigliato l’uso dello zaino: provoca sudorazione e sbilanciamento che può disturbare il delicato equilibrio del ciclista. Molto utile è la borsa da manubrio, che conterrà le carte stradali, la guida, la macchina fotografica, un po’ di cibo e quant’altro sia necessario avere rapidamente a portata di mano durante il tragitto. Non dimenticate il kit di attrezzi in caso di foratura, la pompa, due camere d’aria, qualche chiave, una catena con lucchetto antifurto, una pila, un coltellino multiuso. Assolutamente indispensabile la borraccia, con cui provvedere al necessario ricambio di liquidi: non ci sono molte fontane lungo il percorso, tenetelo presente!

 

Abbigliamento

Sono indispensabili sia i pantaloncini imbottiti, che aiutano a contrastare i fastidi del soprassella, che il casco, che si rivela preziosissimo in caso di cadute. Vivamente raccomandati sono i guanti imbottiti, che evitano dolori alle mani al contatto prolungato col manubrio, la maglia da ciclista in tessuto traspirante e con capienti tasconi sul dorso, e gli occhiali aderenti che evitano l’ingresso di insetti o di pulviscolo. È necessaria una giacca a vento possibilmente traspirante (consigliato il goretex): pedalando sotto l’acqua in una calotta di plastica ci si trova più bagnati dentro che fuori. L’abbigliamento è legato alla stagione in cui si affronta il viaggio: in primavera o autunno sarà un po’ più ingombrante che in estate, ma si consiglia in ogni caso di non eccedere. Si può sempre fare un bucato all’arrivo di tappa o comprare una maglia o un maglione: molto meglio viaggiare leggeri! Ultima raccomandazione sulle calzature: non utilizzate mai sandali o ciabatte, in caso di caduta ve ne pentireste amaramente. Un buon paio di scarpe da ginnastica è sempre la soluzione migliore.

Grundausrüstung für Fernradtouren

  • Fahrradhelm
  • Fahrradhandschuhe
  • Festes, bequemes und vorzugsweise wasserfestes Schuhwerk
  • Kleidung im Mehrschicht-Prinzip mit Feuchtigkeitstransport
  • Rucksack (mit Regenhülle)
  • Sonnen-, Regen- und Windschutz (Hut, Sonnencreme, wasser- und winddichte Jacke/Regenschirm)
  • Sonnenbrille
  • Ausreichend Proviant und Trinkwasser
  • Erste-Hilfe-Set mit Blasenpflaster
  • Biwaksack/Survival Bag
  • Rettungsdecke
  • Stirnlampe
  • Taschenmesser
  • Signalpfeife
  • Mobiltelefon
  • Bargeld
  • Navigationsgerät/Karte und Kompass
  • Notfallkontaktdaten
  • Personalausweis

Technisches Equipment

  • Luft- oder CO2-Pumpe mit Kartuschen
  • Reifenflickset
  • Ersatzfahrradschlauch
  • Reifenheber
  • Kettennieter
  • Inbusschlüssel
  • Nippelspanner (Speichenschlüssel)
  • Kabelbinder
  • Schmierfett
  • Schraubendreher
  • Ggf. Lenkerhalterung für Mobiltelefon/Navi
  • Fahrradschloss
  • Wo zutreffend, verkehrstaugliches Fahrrad mit Klingel, Vorder- und Rücklicht und Speichenreflektoren
  • Gepäcksystem entsprechend der Länge der Reise: Gepäckträger
  • Fahrradtaschen zur Befestigung an Lenker/Rahmen/Gepäckträger
  • Ggf. Schutzbleche

Campingausrüstung

  • Zelt (3- oder 4-Jahreszeiten)
  • Campingkocher (mit Gas und Zubehör)
  • Isomatte, Schlafsack mit entsprechender Komforttemperatur
  • Proviant
  • Hygieneartikel und Medikamente
  • Toilettenpapier

Übernachtung im Hostel

  • Hygieneartikel und Medikamente
  • Reisehandtuch
  • Ohrstöpsel
  • Hüttenschlafsack
  • Schlafklamotten
  • Ggf. Alpenvereins-Mitgliedsausweis und Personalausweis
  • Die Listen für die „Grundausrüstung“ und die „technische Ausrüstung“ werden auf der Grundlage der gewählten Aktivität erstellt. Sie erheben keinen Anspruch auf Vollständigkeit und dienen lediglich als Vorschläge, was du einpacken solltest.
  • Zu deiner Sicherheit solltest du alle Anweisungen zur ordnungsgemäßen Verwendung und Wartung deines Geräts sorgfältig lesen.
  • Bitte vergewissere dich, dass deine Ausrüstung den örtlichen Gesetzen entspricht und keine verbotenen Gegenstände enthält.

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Strecke
62,5 km
Dauer
4:55 h
Aufstieg
339 hm
Abstieg
837 hm
Höchster Punkt
828 hm
Tiefster Punkt
231 hm
Von A nach B

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