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Malga Cuar e Malga Amula passando da Forgaria

Mountainbike · Gemona del Friuli
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VisitGemona 
  • Ponte sul Tagliamento a Braulins - Trasaghis
    / Ponte sul Tagliamento a Braulins - Trasaghis
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Chiesa di San Michele Arcangelo - Trasaghis
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Chiesetta di San Floreano in località Monte Prat - Forgaria nel Friuli
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  • / Malga Cuar
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  • / Torrente Palar
    Foto: Luciano Baldassi, Community
  • / Torrente Leale
    Foto: Luciano Baldassi, Community
m 1400 1200 1000 800 600 400 200 -200 70 60 50 40 30 20 10 km
Un giro molto lungo da fare in mtb (o gravel per chi ha una buona tecnica) che vi porterà in Malga Cuar e Malga Amula passando da Forgaria.
schwer
Strecke 70,2 km
0:05 h
1.556 hm
1.556 hm
1.284 hm
179 hm

Autorentipp

Vista la lunghezza del percorso è fondamentale avere con sè acqua a sufficienza e preferibilmente anche qualcosa da mangiare.
Schwierigkeit
S1schwer
Technik
Kondition
Erlebnis
Landschaft
Höchster Punkt
1.284 m
Tiefster Punkt
179 m
Beste Jahreszeit
Jan
Feb
Mär
Apr
Mai
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Jul
Aug
Sep
Okt
Nov
Dez

Sicherheitshinweise

Prestare particolare attenzione alle discese specie in caso di pioggia.

Weitere Infos und Links

Gemona del Friuli

Solamente attraversando l'abitato gemonese lungo l’arteria principale del centro storico, quanto vi accompagna soddisfa l’occhio e immerge nell’atmosfera cittadina: accolti da Porta Udine, con il Leone di San Marco a ricordare la dominazione veneziana, subito noterete il terrapieno del Duomo, su cui si innalza la chiesa romanico-gotica orgoglio della città. Subito di fronte al duomo sorge palazzo Gurisatti, sede della Cineteca del Friuli che ospita anche l’emeroteca. Proseguendo lungo la suggestiva via Bini si incontra casa D’Aronco, che diede i natali al celebre architetto; palazzo Elti, sede del museo Civico che conserva le opere d’arte recuperate dalle chiese di Beata Vergine delle Grazie e di San Giovanni, rase al suolo dal sisma; e infine il cinquecentesco Palazzo Boton, sede del Municipio.

Lungo vari tratti della via è visibile pure la mole del Castello, ai cui giardini è gradevole salire tramite una scalinata deviando dal percorso, come è interessante visitare tutte le molteplici attrattive della città: dal Santuario di Sant’Antonio da Padova, che ospita ai piani inferiori anche il museo Renato Raffaelli, al museo della Pieve, che conserva il Tesoro del duomo e il registro battesimale più antico del mondo, risalente al 1379; dalla mostra fotografica permanente sul terremoto nel porticato di via Bini fino alla chiesa della Madonna delle Grazie, ricostruita a rudere.

Glemona, Osopo e Artemia vengono ricordate da Paolo Diacono in un famoso passo della “Historia Langobardorum” tra le città fortificate in cui si rifugiarono i Longobardi durante l’invasione degli Avari.

Trasaghis

Trasaghis è un piccolo comune appena oltre il fiume Tagliamento la cui prima testimonianza storica è rappresentata da una chiesa risalente al 1235; nell’attuale frazione di Braulins sorgeva il castello di Bragolino, documentato sin dal 1254 e passato sotto diverse insegne, tra cui quella dei Trasbrug della Carinzia nel 1321 e quella del patriarca Bertrando nel 1336 che ne ordinò la distruzione. Nel 1797 con il trattato di Campoformido Trasaghis fu ceduto con tutto il Friuli Occidentale all’Impero austriaco. In epoca napoleonica fu comune autonomo e nel 1866 fu annesso al Regno d’Italia come parte del Mandamento di Gemona. A Braulins si trova anche, a ridosso di una rupe in prossimità dei resti del castello, la chiesetta di San Michele dei Pagani risalente al XIII secolo, danneggiata dal sisma del 1976 e ripristinata nel 1981.

A Trasaghis era presente una latteria sociale, mentre ad Alesso una turnaria. Lo sbocco lavorativo è rappresentato dalla migrazione, perlopiù stagionale. Essendo che il Tagliamento si attraversava ancora in barca all’altezza di Braulins e Peonis, verso il 1905 ebbe inizio la progettazione di un ponte, la cui costruzione fu avviata nel 1912 e ultimata nel 1916; nel 1917 venne fatto saltare per ritardare l’avanzata austriaca dopo Caporetto. Riparato nel 1919, venne nuovamente distrutto dai partigiani nel 1944 per proteggere la repubblica della Carnia e ricostruito nel dopoguerra. Trasaghis subì gravissimi danni durante il terremoto del 1976 che lesionò gran parte delle abitazioni e depauperò gravemente il patrimonio artistico. È uno dei tre comuni, assieme a Bordano e Cavazzo Carnico, ad essere bagnato dalle acque del lago.

Forgaria nel Friuli

Forgaria nel Friuli è un comune che si estende in una zona collinare tra le prealpi e la pianura, tra la valle del Tagliamento e la valle dell’Arzino. Viene denominata il “balcone del Friuli” per la vista sulla pianura friulana che giunge sino al mare. Anticamente abitata dai Celto-Carnici, fu un importante incrocio viario tra la pianura Padana ed il Norico. Ai Celti seguirono i Romani nel II secolo a.C. come attestano le lapidi ritrovate, e quindi i Longobardi e i Carolingi. L’importanza strategica e commerciale dei luoghi è testimoniata da numerosi castelli costituiti in epoca medioevale, spesso su precedenti analoghe costruzioni difensive e di controllo del territorio. Di alcuni castelli medievali rimangono notevoli resti, come Castel Raimondo, i cui reperti sono esposti all’Antiquarium presso la Sala consiliare del municipio, e il castello di San Giovanni in località Flagogna.

Gli emigranti, che prima andavano a lavorare a Trieste, in Ungheria e Romania, incominciarono a trasferirsi in America del Nord e in Argentina, dove si stabilirono. Fu questa una tendenza che continuò per gran parte del Novecento. Il terremoto del 1976 ha causato gravi danni all’abitato del comune di Forgaria. La ricostruzione è stata sollecita ed ora la zona si presenta rinnovata ed ancora più bella. Nella frazione di Cornino è presente un lago dalle acque smeraldine, oltre alla Casa della manualità rurale “Geis e Riscjei” ospitata nei locali restaurati dell’ex-latteria turnaria.

Torrente Palar

Il torrente Palar, poco distante dalla frazione di Alesso di Trasaghis e dal lago dei Tre Comuni, con le sue acque limpide e cristalline rappresenta la scelta perfetta per trascorrere una giornata di relax e di refrigerio, in alternativa alle spiagge e al traffico delle località balneari. Il primo tratto è sicuramente quello più visitato e facile da raggiungere, dove le acque non sono molto profonde. Per chi cerca invece l’avventura, c’è l’opportunità di scegliere fra diverse pozze raggiungibili arrampicandosi fra i sassi e guadando il fiume nei punti più accessibili. Il livello dell’acqua varia molto a seconda dalle piogge, ma la presenza di tre cascate di altezze diverse lo rende balneabile per quasi tutto il periodo estivo, tra cui quella superiore è alta più di 10 metri e garantisce fantastici tuffi in una pozza smeraldina dove l’acqua normalmente non scende mai sotto i 5 metri. A fare da cornice a questo torrente, l’ambiente tipico delle Prealpi Carniche, con sassi e rocce bianche ed una vegetazione spontanea ricca di acacie, frassini, ornielli  e salici.

Torrente Leale

Il torrente Leale, che nasce alle pendici del monte Cuar e Falet, risulta amabile sia per chi cerchi la freschezza dell’acqua pura, sia per chi voglia un’avventura fra le sue rapide, che per chi desideri invece godersi la bellezza del bosco: il suo corso è infatti divisibile in due parti, di cui la prima, quella superiore, è più impervia e pericolosa, mentre la seguente si dimostra più agevole. Se anche al fondovalle il Leale risulta percorribile solo a tratti, più ci si avvicina alla sua foce più si apre in numerose e accoglienti pozze: queste sono spesso contornate da spiaggette su cui si può prendere il sole. Lungo tutto il suo percorso, il torrente è ammantato da una rigogliosa vegetazione boschiva, la cui vista rinvigorisce lo spirito e schiarisce la mente: non mancano poi calette, tuffi e cascate per vivacizzare la situazione. Nella zona vi sono anche numerosi fenomeni carsici: tra gli altri, la grotta nominata la “risorgiva di Eolo”, e quella detta “risorgiva del Col del Sole”, che, nei periodi di forte pioggia, sviluppano delle spettacolari cascate.

Start

Piazza Garibaldi - Gemona del Friuli (277 m)
Koordinaten:
DD
46.278279, 13.139704
GMS
46°16'41.8"N 13°08'22.9"E
UTM
33T 356677 5126648
w3w 
///breiten.hirte.silbrig

Ziel

Piazza Garibaldi - Gemona del Friuli

Wegbeschreibung

Si parte da Gemona del Friuli per dirigersi verso Trasaghis e poi Peonis, dove inizia la risalita su alfalto con pendenze mai troppo impegnative, arrivati a un bivio si mantiene la sinistra dirigendosi verso la piana di Forgaria nel Friuli; si segnala che la strada sterrata che sale sulla destra è chiusa a causa di una frana. Questo tratto è particolarmente suggestivo, specie quando si attraversano antichi borghi che sembrano fuori dal tempo. Arrivati a Forgaria è il momento di dirigersi verso Malga Cuar che si raggiunge con una strada a tratti ripida attraverso un bosco di faggi particolarmente evocativo. Arrivati in malga la vista è spettacolare, si può fare una meritata pausa prima di iniziare la discesa. Attenzione a moderare la velocità, si scende su strada forestale ampia ma resa pericolosa da curve insidiose e canalette per gli scoli dell’acqua. Dopo alcuni km si svolta a sinistra e ci si dirige con una dolce saliscendi verso Malga Amula. Dopo una piccola sosta si riprende a pedalare e si scende velocemente verso Alesso e il torrente Palar. Da qui si rientra a Gemona seguendo il sentiero che costeggia il torrente Leale.

Hinweis


alle Hinweise zu Schutzgebieten

Öffentliche Verkehrsmittel

mit Bahn und Bus erreichbar

È possibile arrivare a Gemona con il treno; la stazione ferroviaria è servita da Trenitalia, Micotra e dallo storico treno a vapore. I trail possono essere raggiunti grazie alle ciclabili cittadine. Tutti partono in prossimità del centro storico dove si trovano colonnine per la ricarica e riparazione delle biciclette, box e lavaggio sempre a disposizione dei ciclisti. Tutti i percorsi dedicati alla mtb partono dall'Associazione sportiva e ricreativa L’A.S.eR.

Anfahrt

Gemona si trova in una posizione particolarmente fortunata anche per quanto riguarda le vie di comunicazione, infatti è possibile raggiungere la città in svariati modi tradizionali quali:

IN TRENO

Stazione FS di Gemona del Friuli

IN AUTO

Autostrada A23 casello Gemona/Osoppo - Strada statale Pontebbana

IN AEREO

Aereoporto di Trieste

IN BICICLETTA

Ciclabili Alpe Adria (FVG1) - Pedemontana (FVG3) - Tagliamento (FVG6)

A PIEDI

Attraverso il Cammino di San'Antonio

Attraverso il Parco Trail che collega la cittadina alla vicina Austria - Hermagor

IN KAJAK

Fiume Tagliamento per gli appassionati di kajak estremo

Parken

Piazza Garibaldi o piazza del Ferro - Gemona del Friuli

Koordinaten

DD
46.278279, 13.139704
GMS
46°16'41.8"N 13°08'22.9"E
UTM
33T 356677 5126648
w3w 
///breiten.hirte.silbrig
Anreise mit der Bahn, dem Auto, zu Fuß oder mit dem Rad

Ausrüstung

Mtb front o full; gravel solo se si ha una buona tecnica di guida.

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Schwierigkeit
S1schwer
Strecke
70,2 km
Dauer
0:05 h
Aufstieg
1.556 hm
Abstieg
1.556 hm
Höchster Punkt
1.284 hm
Tiefster Punkt
179 hm
mit Bahn und Bus erreichbar Hin und zurück aussichtsreich faunistische Highlights Gipfel-Tour botanische Highlights geologische Highlights Von A nach B Etappentour Geheimtipp

Statistik

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Karten und Wege
Strecke  km
Dauer : h
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